Nessuno si propone per l’impianto di compostaggio a Tricase, la differenziata attenderà ancora

TRICASE- La raccolta della frazione organica dei rifiuti, chiave di volta per la vera differenziata, in provincia di Lecce sarà costretta ad attendere ancora: è andato deserto il bando per la realizzazione dell’impianto industriale di compostaggio di rifiuti, nell’ex complesso calzaturiero Selcom-Adelchi, a Tricase. Nessuna offerta presentata per concorrere alla gara in scadenza il 15 gennaio scorso e pubblicata dall’Ato provinciale. Prevedeva un project financing per la progettazione, realizzazione e gestione dell’impianto per la trasformazione dell’umido in compost, per una capacità di 20mila tonnellate l’anno da lavorare.
Quello di Tricase non è l’unico impianto previsto nel Leccese (gli altri sono di iniziativa privata), ma è l’unico che gode di un finanziamento europeo, concesso dalla Regione Puglia all’Ato, per la sua realizzazione: 2 milioni di euro lordi a fondo perduto per realizzare lavori dall’ammontare complessivo, secondo lo studio di fattibilità redatto, di 4.500.000 euro, comprensivi della gestione per dieci anni dall’entrata in esercizio dell’impianto che dovrebbe realizzarsi in 24 mesi.

Sono soldi, quelli pubblici, però, che, per quanto impegnati solo nel luglio scorso, rientrano nel vecchio P.O., dunque erano vincolati a delle scadenze ben precise: entro il 31 dicembre, infatti, la gara dove essere bandita. Così è stato. Ma è andata a vuoto. E ora si pone il problema del rischio di perdita del finanziamento. “Probabilmente la Regione impegnerà nuovamente quella somma a valere sul nuovo P.O.”, spiega il responsabile del procedimento, Fernando Bonocuore, ma di quello si è ancora nella fase della pubblicazione delle linee guida. Quindi, che si fa?

L’Ato sta scrivendo a Bari per chiedere se è possibile pubblicare nuovamente subito la gara o se sarà necessario attendere. Il bando, però, ha un nodo fondamentale: l’aggiudicatario è tenuto anche ad acquistare all’asta fallimentare il capannone della Selcom, che è al secondo tentativo di vendita (con un ribasso passato da 750mila a 580 mila euro). E la data dell’asta è a brevissimo.

Intanto, a Tricase in molti tirano un sospiro di sollievo, dopo essersi opposti al progetto. “Restano, però, gli interrogativi – dice il capogruppo di minoranza Nunzio Dell’Abate -. Del tipo: era proprio necessario che Tricase spendesse circa 50.000 euro di consulenze per la verifica di fattibilità dell’impianto di compostaggio nei capannoni, non sapendo neppure se l’azienda privata, aggiudicatrice dell’appalto, sarebbe poi riuscita ad aggiudicarsi altresì l’ex calzaturificio all’asta fallimentare?”.

 

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