Xylella, Emiliano va in Procura: “Io ascoltato come persona offesa”

LECCE- Michele Emiliano, il presidente della Regione Puglia, è stato formalmente ascoltato come “persona offesa” dai magistrati che indagano sull’emergenza Xylella. È l’unica precisazione fatta dal governatore dopo due ore e mezzo di vertice in Procura a Lecce. L’incontro con il procuratore capo Cataldo Motta e le pm titolari dell’inchiesta, Elsa Valeria Mignone e Roberta Licci, è iniziato alle 18.30 e si è concluso intorno alle 21. Le dichiarazioni rese da Emiliano sono state messe a verbale, ma sulla loro portata vige il massimo riserbo, richiesto espressamente da Motta.
Tra le poche indiscrezioni a trapelare, però, ce n’è una importante: tra i temi affrontati durante il summit, anche il caso della coincidenza tra il cantiere che dovrà avviare Tap per la costruzione del gasdotto a Melendugno e le particelle sulle quali alcune aziende agricole hanno denunciato di aver subito danni da Xylella, tanto da richiedere il risarcimento danni. La multinazionale del gas ha escluso la presenza del batterio sui primi 231 ulivi da sradicare, attraverso proprie analisi commissionate all’istituto Basile Caramia di Locorotondo, lo stesso finito nella bufera giudiziaria in quanto quello a cui la Regione Puglia sin dall’inizio ha commissionato le analisi sulle piante. Via Capruzzi dovrà esprimersi a breve sull’ok all’espianto, ma di mezzo ci sono i dubbi avanzati da Comune di Melendugno e Comitato No Tap sulle procedure di rilevamento di Xylella adottate dalla società. Possibile, dunque, che quelle analisi debbano essere ripetute.

Si è parlato di questo, in Procura. Ma si è parlato anche di molto altro nell’incontro che si è protratto fino a sera. Le bocche restano cucite. Ad accompagnare Emiliano il capo di gabinetto, Claudio Stefanazzi, e altri suoi stretti collaboratori.

Un confronto con i pm essenziale per il governatore pugliese, perché ora c’è da pianificare la strategia post emergenza per affrontare il disseccamento degli ulivi, senza entrare in contrasto o intralciare il lavoro della magistratura leccese. E mantenendo un punto fermo: gli alberi non possono essere sradicati.

Che volesse incontrare i pm il presidente della Regione lo aveva detto all’indomani del sequestro degli ulivi salentini destinati all’estirpazione e dei dieci avvisi di garanzia che si sono abbattuti su ricercatori, funzionari regionali e statali e soprattutto sul commissario straordinario Giuseppe Silletti, poi dimessosi.

Emiliano aveva ribadito di aver chiesto di essere ascoltato dalla Procura “come persona offesa dal reato per indicare documenti, fonti di prova e argomenti che necessitano di approfondimento istruttorio” e di “acquisire formalmente copia del decreto di sequestro preventivo e degli atti sui quali quest’ultimo è fondato e dove non sussiste più il segreto istruttorio ai sensi dell’articolo 329 cpp”. Quei documenti, come aveva sottolineato, dovrebbero poi essere trasmessi all’Unione Europea.

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*