La convivenza dei bisogni: pronto il “Villaggio solidale”, avanguardia sociale

LECCE- Sarà la casa di chi non ha un tetto, quella di anziani che sono soli e scelgono di vivere insieme o delle famiglie che hanno disabili a carico e hanno bisogno di aiuto, trovandolo nella condivisione di spazi e servizi. Sarà anche la casa degli studenti universitari che hanno bisogno di un alloggio, da condividere con chi ha, ad esempio, difficoltà motorie ma può sbrigare le faccende domestiche. Su questo reciproco rapporto di interscambio si baserà il “Villaggio solidale” che la Comunità Emmanuel è pronta ad aprire. Un’avanguardia sociale, una sperimentazione in piena regola, che partirà con l’attivazione, in primavera, di quattro appartamenti con quattro posti letto ciascuno, ma con la prospettiva di arrivare a un totale di 16 abitazioni e una sessantina di posti a canone sociale.

Si tratta di un progetto già avviato, ma ancora in corso di realizzazione, sulla via Lecce-Novoli, al km 4, all’altezza dell’Emporio Solidale. La costruzione sarà portata a termine man mano che la solidarietà umana ed economica lo consentirà.

Come spiegato da padre Mario Marafioti, “il Villaggio Solidale è un ambiente di vita in cui si cerca di dare attenzione alla persona sviluppando apertura e solidarietà, cercando di coniugare autonomia e accoglienza: persone con varie difficoltà e disagi vengono aiutate dalla relazione con altre persone più autonome, disponibili al volontariato e al servizio”. Non è automatico che le convivenze si realizzino, per questo ci sarà un servizio di ascolto, valutazione e accompagnamento.

Il Villaggio è una delle ultime due “creazioni”, tra i tanti servizi che la Comunità Emmanuel offre al territorio da 35 anni. A questo si aggiunge anche il Centro di Temporanea Permanenza per cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale, aperto di recente a Novoli, nelle costruzioni che il defunto Mons. Francesco Tarantini ha lasciato alla “Fondazione Emmanuel – Tarantini” per le attività sociali e le opere di misericordia.

Attualmente si stanno raccogliendo anche i fondi per una “casa per la vita” e un “itinerario didattico” da offrire soprattutto ai ragazzi delle scuole, per contribuire all’educazione alla mondialità e alla solidarietà. A questo scopo sono rivolte anche le colture della campagna circostante (per esempio la coltivazione di alcune piante medicinali).

 

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