Gasdotto Tap, tra le dieci grandi opere mondiali del 2016

LECCE- È una delle dieci opere più significative tra le cento più grandi che prenderanno il via nel 2016, per complessivi 558 miliardi di dollari. Il gasdotto Tap, che servirà a trasportare l’oro azzurro dell’Azerbaijan in Europa, passando per il Salento, è in cima alla lista stilata dal Sole 24 ore tra i cantieri più importanti che apriranno i battenti nel corso di quest’anno. E’ al pari dell’alta velocità tra Malaysia e Singapore; l’autostrada Las Varas-Puerto Vallarta, in Messico; il progetto Skypower per l’energia solare in Kenya; la ferrovia a levitazione magnetica tra Osaka e Tokyo; il tunnel sotto le montagne tra Argentina e Cile; il nuovo aeroporto di Sydney o la terza pista dell’aeroporto di Hong Kong; le nuove linee metro di Parigi o il porto di Anaklia, in Georgia.

La data ultima è fissata dall’Ue ed è improrogabile: 16 maggio 2016. Entro quel giorno, i lavori per il gasdotto dovranno essere stati avviati, poiché entro il 31 dicembre 2020 il gas dovrà essere immesso nella rete europea.

Il metanodotto, com’è noto, sbarcherà sulla spiaggia di San Foca, a Melendugno, continuerà per otto chilometri nell’entroterra e lì, nelle campagne, sorgerà la centrale di depressurizzazione, alla quale, poi, si dovrà collegare il tratto Snam fino a Mesagne. È per quell’approdo che Tap ha incassato tutte le autorizzazioni, ottenendo dal Ministero dell’Ambiente, poco prima di Natale, anche l’ok alla presentazione del progetto per stralci e non per intero, come richiesto dalla Regione Puglia.

Insomma, la multinazionale svizzera ha in tasca tutte le carte per partire. Ecco perché non ha interesse a valutare nel concreto l’alternativa offerta da via Capruzzi e considerata in ritardo di almeno due anni. Il governatore Michele Emiliano, però, ci ha provato comunque. Non a caso, il 29 dicembre scorso, la direttrice del Dipartimento opere pubbliche, Barbara Valenzano, ha recapitato a Ministero dell’Ambiente, Tap ed enti locali, la proposta di approdo alternativo, ricadente nel territorio del Comune di Brindisi. Una linea non valutata finora, ma ritenuta “perseguibile”, tra Capo di Torre Cavallo, a sud del petrolchimico, e Micorosa, la discarica di fanghi tossici fronte mare. In tal caso, il Prt, così come la condotta, sarebbe collocato su suoli di proprietà Asi liberi e dotati di infrastrutture, riducendo così gli impatti. Anche la proposta di sveltire le procedure burocratiche per le nuove autorizzazioni è destinata, probabilmente, a cadere nel vuoto: il timore di Tap, come anche del governo, è che nei prossimi cinque mesi a disposizione l’opera potrebbe impantanarsi in nuovi dissensi della popolazione e nuovi intoppi.

 

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