Xylella, la bufera: indagati Silletti e altri 9. Sequestrati tutti gli ulivi da abbattere

LECCE- L’inchiesta della Procura di Lecce sulla diffusione del batterio Xylella fastidiosa è all’apice: sono dieci gli indagati, tra cui il commissario straordinario Giuseppe Silletti, ed è stato disposto il sequestro su tutti gli ulivi da eradicare. Il provvedimento è stato notificato a Bari nel pomeriggio dal Nipaf del Corpo Forestale. Gli altri indagati sono l’ex e l’attuale dirigente dell’Osservatorio fitosanitario regionale, Antonio Guario e Silvio Schito; Giuseppe D’Onghia, dirigente del Servizio Agricoltura Area politiche per lo sviluppo rurale della Regione Puglia; Giuseppe Blasi, capo dipartimento delle Politiche europee e internazionali e dello sviluppo rurale del Servizio fitosanitario centrale; Vito Nicola Savino, docente dell’Università di Bari e direttore del Centro di ricerca Basile Caramia di Locorotondo; Franco Nigro, docente di Patologia vegetale presso Università di Bari; Donato Boscia, responsabile della sede operativa dell’Istituto per la protezione sostenibile delle Piante del Cnr; Maria Saponari, ricercatrice presso lo stesso istituto del Cnr; Franco Valentini, ricercatore presso lo Iam di Valenzano.

Rispondono dei reati di diffusione colposa di una malattia delle piante, inquinamento ambientale colposo, falsità materiale e ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, getto pericoloso di cose, distruzione o deturpamento di bellezze naturali.

I nomi sono riportati nel decreto di sequestro preventivo d’urgenza a firma delle pm Elsa Valeria Mignone e Roberta Licci. Sotto chiave sono finite tutte le piante di ulivo interessate dalle operazioni di rimozione immediata come previsto dal Piano Silletti e individuate nell’ordinanza del commissario del 10 dicembre scorso. Sequestrati anche tutti gli ulivi interessati dalla richiesta di rimozione volontaria “sulla base del verbale dell’Ispettore fitosanitario, in cui si rileva la presenza di sintomi ascrivibili a Xylella fastidiosa”, in esecuzione alle previsioni della nota di Silletti del 3 novembre scorso. Oltre a questi, anche tutte le piante di olivo già destinatarie dei provvedimenti di ingiunzione e prescrizione di estirpazione di piante infette emessi dall’Osservatorio fitosanitario regionale. Su quei terreni, ad ogni modo, si consente qualunque intervento colturale che non sia l’eradicazione delle piante.

Il cuore del provvedimento è nella mancanza del nesso causa effetto tra Xylella e disseccamenti, come confermato anche da analisi, con esito negativo, svolte su ulivi che presentavano stessi sintomi nel Tarantino e nel Barese. Per gli inquirenti, è la prova per cui “la sintomatologia del grave disseccamento degli alberi di ulivo non è necessariamente associata alla presenza del batterio, così come d’altronde non è, ancora allo stato, dimostrato che sia il batterio, e solo il batterio, la causa del disseccamento”.

 

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