Interrogatori Operazione Coltura, il vicesindaco di Parabita in silenzio davanti al gip

LECCE- Giuseppe Provenzano si è avvalso della facoltà di non rispondere e si è dimesso sia dall’incarico di assessore che da quello di consigliere comunale. Il vicesindaco di Parabita, difeso dall’avvocato Luigi Corvaglia, ha scelto di non rispondere alle domande del Gip Alcide Maritati in merito all’indagine che lo ha condotto in carcere perché accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, nell’operazione “Coltura dei carabinieri del Ros di Lecce. Autodefinendosi, nelle conversazioni telefoniche intercettate, il “santo in paradiso” del sodalizio criminale, avrebbe elargito contributi economici al clan e procurato posti di lavoro, in cambio del sostegno elettorale alle amministrative 2015.

Ascoltati in carcere anche Marco Giannelli, ritenuto il leader del gruppo. Difeso dall’avvocato Luca Laterza, si è avvalso anche lui della facoltà di non rispondere, ma ha reso delle dichiarazioni spontanee. Ha respinto con forza l’accusa di mafia, sostenendo, come già fatto in altre occasioni, che, avendo avuto esperienze familiari in tal senso e sapendo cos’è la mafia (è il figlio del boss Luigi Giannelli), se ne è sempre tenuto lontano.

Fernando Mercuri ha risposto respingendo ogni accusa e sostenendo che, nonostante conosca tutti gli arrestati perché compaesani e amici di vecchia data, si è sempre tenuto fuori dagli ambienti malavitosi. Ha anche detto che il denaro che viene inviato al fratello donato, detenuto da 25 anni, non sarebbe provento di attività illecita, ma arriverebbe dal resto della famiglia che lavora onestamente.

Antonio Luigi Fattizzo ha respinto le accuse legate al traffico di stupefacenti; ha detto di avere rapporti, tra gli arrestati, solo con con lo zio, Antonio, e con Besar Kurtalija e che la casa dello zio, in cui è accusato di aver custodito la droga, sarebbe stato solo un punto di ritrovo con gli amici. Leonardo Donadei ha respinto le accuse, sottolineneando come gli fosse impossibile, da due anni a questa parte, partecipare a qualsiasi attività perché gravemente ammalato.

Gli altri interrogati – Orazio Mercuri, Besar Kurtalija e Adriano giannelli- si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Sono tutti difesi dall’avvocato Luca Laterza. Leonardo donadei anche dall’avvocato David Alemanno.

 

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