Il lavoro come vocazione, tre vescovi salentini dal Papa per Progetto Policoro

UGENTO-  Una delegazione della diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca e della Diocesi di Nardò-Gallipoli e Otranto ha partecipato, il 14 dicembre scorso, all’udienza con il Papa nell’aula Paolo VI, per i vent’anni del Progetto Policoro, definito dallo stesso Papa Francesco “un segno concreto di speranza per i giovani che vogliono mettersi in gioco e creare possibilità lavorative per sé e per gli altri”.
L’obiettivo continua ad essere quello di creare relazioni sul territorio tra soggetti ecclesiali e associativi (Acli, Confcooperative, Cisl, Coldiretti, Confartigianato, Banche di Credito Cooperativo, Associazione Libera) per mettere in piedi realtà lavorative concrete per i giovani disoccupati. Nel Mezzogiorno sono nate, in questo modo, circa 1.300 imprese tra cooperative sociali, consorzi, ditte individuali, per circa 30 milioni di euro annui di fatturato. Il Papa ha parlato della vocazione al lavoro, uno dei tratti della dignità umana e ha detto, scherzando, che non esiste una vocazione alla pigrizia: “Spesso l’idea del lavoro di realizzazione della persona è stata confusa a un’idea della ricchezza e del benessere che spinge a ritmi di lavoro disumani. È meglio spingere i giovani a trovare la giusta misura perché non si inseguano gli idoli di un falso benessere”. 

 

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