Trasfusione da sangue infetto: Tribunale di Lecce condanna Ministero della Salute

LECCE- Con la sentenza numero 3084/15, il Tribunale di Lecce ribadisce la responsabilità di natura extracontrattuale del Ministero della Salute per i danni da trasfusione di sangue infetto in una causa proposta dagli eredi, difesi dall’avvocato Angelo Fachechi, di una donna deceduta nel 2003. Lo rende noto lo Sportello dei Diritti presieduto da Giovanni D’Agata. il giudice rileva che “… sul Ministero grava un obbligo di controllo, direttiva e vigilanza in materia di impiego di sangue umano per uso terapeutico emotrasfusioni o preparazione di emoderivati) anche strumentale .. “ e, conseguentemente “…. L’accertamento dell’omissione di tali attività e l’esistenza di una patologia da virus Hiv o Hbv o Hcv in soggetto emotrasfuso o assuntore di emoderivati, deve indurre a ritenere che, in assenza di  altri fattori alternativi, tale omissione sia stata causa dell’insorgenza della malattia, e che, per converso, la condotta doverosa del Ministero, se fosse stata tenuta, avrebbe impedito la verificazione dell’evento”.

Il Tribunale di Lecce ha dunque accolto la domanda risarcitoria iure proprio ( cioè per diritto a seguito della morte di una persona) degli eredi di una donna deceduta a causa dell’HCV (epatite cronica attiva da virus C), contratta con una trasfusione, riconoscendo un maxirisarcimento di €. 160.000,00 per coniuge e ciascun figlio in relazione alla morte avvenuta 12 anni fa.

 

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