Scambi commerciali, Brindisi salva l’export verso la Cina

BRINDISI- Le aziende di Brindisi «salvano» l’export verso la Cina, con un aumentato degli scambi commerciali del +106,4 per cento. Questo è quanto rileva il Centro Studi di Confartigianato Imprese Puglia che ha elaborato gli ultimi dati Istat.

Nonostante la frenata economica tra i Paesi emergenti, la Puglia quindi regge bene sul fronte delle esportazioni: l’export di Bari è salito da 36,2 milioni a 58,8 e quello di Brindisi da 2,7 milioni a 5,6. Di contro, «arretrano» Taranto (-67,8 per cento, da 4,7 milioni a 1,5) e Lecce (-24,4 per cento, da un milione a 786mila). La provincia che importa di più è quella di Bari (128,6 milioni); seguono Taranto (48,4 milioni), Lecce (13,3) e Brindisi (7,1). Il saldo commerciale, perciò, è negativo per ben 154 milioni.

«Anche in un momento in cui la Cina comincia a rallentare, le imprese di questi territori sono riuscite ad incrementare il volume d’affari….Una ripresa che sia reale –commenta Francesco Sgherza, presidente di Confartigianato Imprese Puglia – non può unicamente basarsi sulle esportazioni. Occorre fare tutto il possibile per mettere il mercato interno nelle condizioni di riavviarsi in maniera stabile e di accedere nuovamente all’acquisto di produzioni di qualità».

 

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