Xylella, il Consiglio boccia la Legge antispeculazione: “È incostituzionale”

BARI-Con 37 voti contrari e nove favorevoli (quello del proponente, il consigliere Pd Sergio Blasi, e degli otto rappresentanti del M5s) il Consiglio regionale della Puglia ha respinto la proposta di modifica di un articolo della legge n.41 2014 studiata per vietare, per 15 anni, il cambiamento della destinazione urbanistica delle aree colpite da Xylella fastidiosa. Il ‘no’ è stato motivato diversamente dalle varie forze politiche.Il presidente della regione Puglia Michele Emiliano dichiara: “Dobbiamo ad ogni costo evitare che gli speculatori edilizi possano approfittare della eradicazione di ulivi a causa della xylella per chiedere modifiche urbanistiche che trasformino i fondi a destinazione agricola in aree edificabili in larga scala.

“Occorre però evitare che questa intenzione finisca per danneggiare due volte gli agricoltori onesti che dopo aver dovuto subire l’eradicazione dei propri ulivi ammalati si vedono discriminati rispetto ad altri agricoltori che non hanno dovuto subire la malattia.“Occorre trovare dunque la giusta proposizione tecnica della legge. Purtroppo la legge 41/14 con la modifica che oggi era stata proposta dal consigliere Blasi, non avrebbe potuto evitare che il divieto di trasformazione a fini edificatori delle aree si estendesse ovunque in Puglia a causa dell’eventuale propagarsi pandemico della fitopatia.

“Si aggiunga che pregiudicare gli agricoltori che hanno subito l’eradicazione per xylella rispetto agli altri che avrebbero potuto continuare ad ottenere secondo la legge modifiche urbanistiche, avrebbe secondo noi violato platealmente l’art.3 della Costituzione e quindi il principio di eguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge.

“Proporrò dunque al Consiglio regionale di introdurre una norma di pianificazione territoriale che nei casi di pandemia fitosanitaria, senza sottrarre la potestà pianificatoria che spetta in via esclusiva solo ai comuni, consenta di impedire operazioni speculative contrastanti con il PPTR e con le altre norme urbanistiche nazionali e regionali che mirano ad impedire il consumo di suolo agricolo.

“Riteniamo infatti di dover dar vita ad un sistema che consenta di evitare le speculazioni edilizie senza bloccare la ordinaria attività di pianificazione urbanistica che spetta solo ai comuni sotto l’indirizzo ed il controllo degli Uffici regionali. La discussione politica e tecnica è aperta ed il governo regionale concerterà con sindaci, associazioni, università ed imprese agricole il giusto equilibrio che dovrà assicurare il risultato desiderato senza commettere errori che impediscano il normale svolgimento della vita delle comunità”.

Blasi non demorde: “Nonostante l’esito, la discussione in aula ha evidenziato una ampia convergenza sulla necessità di preservare la destinazione agricola dei suoli colpiti dal batterio. Una richiesta che prima di oggi era già venuta dai consigli comunali del Nord Salento, sia da comuni della provincia di Lecce che di quella di Brindisi, nei quali si è deliberato sollecitando esattamente ciò che la legge anti-speculazione avrebbe stabilito. Anche alla luce di ciò la bocciatura di oggi è per me incomprensibile. In ogni caso, facendo tesoro di alcune obiezioni di tipo tecnico-giuridico, ripresenterò la proposta anti-speculazione entro le prossime quarantotto ore. Ho il dovere per il valore del nostro patrimonio paesaggistico e rurale di non demordere”.

 

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