Il Salento e il Barocco patrimoni universali: il convegno dei Lions sulla “prospettiva Unesco”‘

LECCE (C.T.) – Il baracco, gli ulivi e la pietra leccese sono senza ombra di dubbio i punti forti di una terra, il Salento. Sono l’essenza delle sue caratteristiche, dei suoi stati d’animo, dei suoi sentimenti e il simbolo di un territorio che ha voglia di emergere e di esaltare i suoi valori migliori, più emblematici.  Si è tanto parlato e discusso in questo ultimo periodo e negli ultimi anni del desiderio, o meglio della possibilità, di poter ottenere il prestigioso riconoscimento da parte dell’Unesco, che sarebbe sicuramente un importante elogio per tutto il territorio salentino e la sua gente.

I LIONS – Proprio per questo i Lions, il Club di Maglie, diretti da Raffaele Cazzetta, in collaborazione con il Centro Studi Teknè di Lecce, ha tenuto oggi un interessante convention dal titolo «Gli Ulivi e la Pietra, Salento e Barocco Leccese, nella prospettiva Unesco». L’evento si è svolto nel pomeriggio alle Officine Cantelmo di Lecce, all’interno di una sala gremita di gente, quasi tutti sicuramente amanti del Salento e delle sue secolari tradizioni.

12305791_10153676274668467_651936833_nI PRESENTI – Al convegno hanno partecipato il dottor Raffaele Coppola dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro e Magistrato Vaticano, la dottoressa Tatiana Kirova dell’Università degli Studi di Torino, membro permanente del Civvih-Icomos dell’Unesco, l’avvocato Giorgia Marrocco del Centro Studi Tekné e il sindaco di Lecce, Paolo Perrone. “C’è sempre tanta voglia da parte dei turisti di raggiungerci, ma anche da parte nostra di restare nella nostra terra. Il Salento con le sue caratteristiche deve essere sempre più consapevole della sua forza”, ha dichiarato il primo cittadino leccese durante il lungo e interessante incontro.

L’OBIETTIVO – Si fa sempre più concreta, quindi, l’ipotesi di candidare il Salento in prospettiva Unesco e di arricchire con un altro tesoro la lista pugliese accanto a Castel del Monte e i trulli di Alberobello. Occorre, pertanto, non limitarsi  a valutare le sole architetture barocche, ma ampliare la visione sugli edifici storici vincolati a qualsiasi titolo, le cui basi sono gli ulivi secolari ed il sistema grottale, gravine e frantoi ipogei. Il tutto con il fine di allargare i confini della proposta che vadano oltre Lecce, Brindisi e Taranto, con l’intento di proseguire su altri “territori” contigui, come ad esempio i Sassi di Matera e non solo.

 

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