“Not in my name”: i musulmani d’Italia in Piazza

LECCE – Tutti i musulmani italiani in piazza contro l’Isis, per dire “no” al terrorismo e per chiarire che le comunità islamiche in Italia sono in prima fila contro i jihadisti. Dopo il colorato e partecipato corteo di Lecce di venerdì pomeriggio, partito da Piazza Mazzini e terminato nel cuore di Piazza Sant’Oronzo, anche a Roma e a Milano si sono svolte due manifestazioni che hanno lasciato il segno.

A Santi Apostoli, nel centro della capitale, diverse centinaia di persone tra fedeli islamici, guide culturali e spirituali musulmane, cittadini italiani ed esponenti delle istituzioni, hanno gremito la piazza sotto una pioggia battente, per ribadire il loro messaggio chiaro “contro le guerre, contro il terrorismo, contro l’islamofobia”, come recitava uno dei tanti cartelli portati dai manifestanti. Tante anche le bandiere presenti, da quella arcobaleno della pace a quelle di Algeria o Egitto.

“Terrorism has not religion”, “il terrorismo non ha religione”, recitava il cartello nelle mani di una bambina che interpreta il pensiero di tanti, come sottolinea l’imam di Terni, Mimoun Elhachm: “Anche noi abbiamo paura, più di voi, se siamo qui per ribadire che l’Islam è una religione di pace, amore e tolleranza”. “I terroristi parlano in nome di Dio ma quello non è il nostro Dio, parlano a nome dei musulmani ma non ci rappresentano”, hanno scandito gli organizzatori, ricevuti a Montecitorio dalla presidente della Camera, Laura Boldrini.

“Per noi è molto importante il sostegno delle istituzioni italiane, perchè quello dei terroristi non è l’Islam in cui noi ci riconosciamo. Oggi in piazza gridiamo forte la nostra rabbia e la nostra speranza. Dobbiamo rimanere uniti per sconfiggere il terrorismo”, ha spiegato Abdallah Redovane, segretario generale della moschea di Roma. Yahya Pallavicini, vicepresidente Coreis, ha rivendicato che ci sono “cittadini musulmani onesti, che si sentono offesi dalle strumentalizzazioni della nostra religione da parte dei terroristi, perchè la nostra religione è amore, giustizia e onestà e noi rispettiamo le regole del nostro Paese, l’Italia, in quanto cittadini italiani e vogliamo dare voce alla religione autentica rispetto alla sua degenerazione”.

Una netta condanna del terrorismo è arrivata anche da Sumaya Elhu, dell’Associazione donne musulmane italiane: “Non ci sentiamo assolutamente rappresentati da loro”. “La comunità islamica unita condanna gli attentati”, ha spiegato Izzeddin Elzin, presidente dell’Unione comunità islamiche italiane (Ucoii). Per Massimo Cozzolino, segretario generale della Confederazione islamica italiana, “è importante manifestare in modo categorico di essere dalla parte della democrazia, dell’uguaglianza e della libertà dei diritti e delle religioni: solo in questo modo si favorisce l’integrazione”.

Infine, Cheikh Niang, presidente di Muridiyya, che raggruppa i musulmani del Senegal, è convinto che “il nostro dovere sia difendere il nostro Paese, che è l’Italia, ed alzare la voce”.

 

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