Bufera dopo il post del portavoce di Gabellone, la Sinistra chiede la rimozione

LECCE –  Continua a far discutere il post su Facebook scritto dal portavoce del presidente della Provincia Cosimo Carulli sulla morte di Valeria Solesin, negli attacchi terroristici a Parigi.
Non portava la kefiah, non agitava bandiere della pace, dunque sarà dimenticata in fretta.– si legge – Solo una ragazza normale e studiosa, figuriamoci se la feccia della nostra società le riconoscerà qualche onore. Valeria, è morta per mano di bastardi senza scrupoli; ma certamente non farà nessun effetto ai nostri tanti connazionali caproni comunisti vestiti del loro finto egualitarismo con il portafoglio pieno e del loro dialogo del niente con gente come loro, puzzolente e stragista, brigatista e violenta quanto loro. Scenderanno in campo per le varie Vanessa e Greta, le cooperanti in gita di piacere in Siria, per la Sgrena a cui bastò un rapimento per un seggio in Parlamento e non per i Quattrocchi morti per l’Italia. Insomma, restano quelli che sono: il tumore maligno dell’Italia”

Ha aperto la polemica Carlo Salvemini, consigliere comunale, che ha chiesto la rimozione dall’incarico del giornalista salentino: “Chi ricopre il ruolo di portavoce/addetto stampa del presidente della provincia  -spiega Salvemini- ha il dovere della responsabilità. Ha parlato a titolo individuale, certo. Ma il fatto di assolvere ad un incarico fiduciario presso un ente pubblico retribuito con risorse pubbliche obbliga ad avere comportamenti rispettosi e coerenti al ruolo”.

Scrive al presidente Gabellone, il gruppo “Salento bene comune” chiedendo la rimozione dall’incarico del portavoce. Stessa richiesta giunge da Ernesto Abaterusso che chiede al presidente di  tutelare l’immagine e la dignità dell’ente Provincia e difendere anche la sua personale onorabilità: “lo mandi a casa – scrive – e non sia complice di chi scrive parole di odio”.

Sulla vicenda Gabellone non risponde, mentre per l’interessato si tratta di mera strumentalizzazione politica.

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*