Parigi, le testimonianze dei salentini: “Eravamo a cena, è scoppiato il caos”

PARIGI/LECCE- Le immagini degli attentati in simultanea che hanno cambiato la notte della Francia loro le hanno viste sullo schermo, all’improvviso, mentre cenavano nei ristoranti della città. Le testimonianze dei salentini presenti a Parigi restituiscono l’angoscia collettiva di quegli attimi, la ferita via via più chiara al cuore d’Europa.

Un venerdì sera tranquillo quello che Anna Caputo, presidente dell’Arci di Lecce, pensava di trascorrere, assieme alla figlia. Invece, quella nella capitale francese è stata per loro una prima volta di fuoco. Il risveglio, dopo la carneficina che conta almeno 130 morti e 200 feriti, ha un doppio volto: da un lato, la Parigi di sempre, la gente che si dedica alla corsa e porta a spasso il cane; dall’altra, la Parigi in allerta, quella dai negozi chiusi o con i controlli stringenti, le perquisizioni delle borse all’ingresso.

Anche Guido Bruno era a cena, mentre intorno iniziava l’assedio della città. 27 anni, leccese, laureato in Scienze politiche, lì con due amici per partecipare ad una conferenza, era al di qua della Senna mentre al di là, nel vicinissimo X arrondissement, si sparava.

La mattinata dei salentini in giro per i viali della capitale dà chiara una percezione: si è ancora attoniti; probabilmente, non si è ancora messo a fuoco quanto accaduto. Per il momento, per tutti i disagi per i rientri e voli bloccati.

 

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