Caccia all’uomo: sulle tracce del pericoloso ergastolano evaso

LECCE- Posti di controllo e perquisizioni, indagini serrate e nulla di intentato. Così nel Salento, e non solo, va avanti la caccia all’uomo, la caccia a Fabio Perrone, pericoloso ergastolano, in fuga armato.
È presidiato dalle forze dell’ordine il suo paese, Trepuzzi, sono presidiate le marine vicine di Casalabate e Torre Rinalda, ma anche tutte le arterie stradali da Lecce, Brindisi, Taranto. Ma lui e l’auto sulla quale è scappato sembrano spariti nel nulla, da quando è iniziata la folle fuga dall’ospedale Vito Fazzi di Lecce. Perrone, in carcere perché condannato all’ergastolo per l’omicidio di Fatmir Makovic e per il ferimento del figlio 16enne della vittima, doveva sottoporsi ad una colonscopia. La polizia penitenziaria lo ha scortato al Fazzi, ammanettato. Due agenti lo hanno accompagnato nella sala per l’esame endoscopico e gli hanno tolto le manette. In un attimo, Perrone li ha aggrediti, disarmati e feriti con la loro stessa pistola. Poi è fuggito, continuando a sparare, ferendo di striscio il parente di un uomo ricoverato, e seminando il terrore.

Ha puntato la pistola in faccia ad una donna e le ha rubato l’auto, ha urtato con la vettura una guardia giurata e poi è scappato “in direzione Gallipoli”. Questa è stata la prima segnalazione. Poi il nulla. Non si sa più niente di lui, né della Toyota Yaris grigia usata per la fuga.

A coordinare le indagini è il PM Antonio De Donno, che mantiene la massima riservatezza. L’unico aspetto che sottolinea è che “È stato attivato l’intero meccanismo, tutte le forze di polizia sono in campo, ognuno sta facendo la propria parte”. Sin dalle prime ore successive alla fuga, il Questore di Lecce Pierluigi d’Angelo -fanno sapere dalla questura- ha predisposto, secondo intese con i Comandanti Provinciali delle altre Forze di Polizia, un massiccio impiego di pattuglie presenti sul territorio. Numerosi equipaggi, nell’arco delle 24 ore, sono impegnati in posti di controllo e perquisizioni, che vanno ad integrare un’intensa attività info-investigativa.Le ricerche, concentrate nei luoghi precedentemente frequentati dall’evaso, sono state estese anche alle provincia limitrofe di Taranto, Brindisi, nonché Bari e Foggia, anche con l’impiego di elicotteri. Sono stati, inoltre, allertati porti ed aeroporti.

Intanto c’è qualcuno che ha paura più di tutti: gli ospiti del campo rom di Panareo, vicino a Trepuzzi. Lì vivono i familiari dell’uomo montenegrino ucciso da Perrone in un bar, la notte tra il 28 e il 29 marzo, per futili motivi. Hanno paura che possa andare lì per vendetta e sono in stato di massima allerta. “Stanotte nessuno qui ha dormito” dicono.

Si rincorrono, nel frattempo, alcune voci, al momento tutte smentite dalle forze dell’ordine: è stato detto che un uomo sospetto sarebbe stato fermato a Lizzano, in provincia di Taranto; e ancora che la Yaris sarebbe stata ritrovata a Torchiarolo. Solo voci, appunto. Le notizie vere arriveranno soltanto da chi sta indagando e da chi è in strada, a controllare l’intero Salento palmo a palmo. Chiunque dovesse avvistare il ricercato, deve immediatamente allontanarsi e chiamare il 113 o il 112. è una scheggia impazzita, senza scrupoli e armata.

 

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