Il Lecce, la Curva Nord e Braglia

LECCE (di M.Cassone) – Piero Braglia è un allenatore che conosce bene la categoria, è un uomo che odia orpelli e fronzoli e bada al sodo; d’altronde quando si è impelagati nelle sabbie mobili non bisogna danzare ma urge trovare un appiglio per uscirne. Lui ha sempre le idee chiare e quando c’è da soffrire non aggira l’ostacolo cercando la giocata di uno dei suoi calciatori migliori ma sostituisce un attaccante con un difensore, si tura il naso e pensa a non prendere gol. Erano anni che i tifosi chiedevano ai calciatori di tirare fuori gli “attributi” e ora, forse, sono stati accontentati. Vero è che arriveranno difficoltà ben più grandi e le sconfitte ma quando a guidare la macchina c’è un pilota abituato a fare fuoco con la legna che ha, la sensazione è che comunque vada sarà un successo. Contro il Monopoli ha stupito tutti tornando alla difesa a quattro, forse complice è stato l’infortunio di Freddi arrivato poco prima del fischio d’inizio; la squadra, però, ben messa in campo domina per tutto il primo tempo, crea diverse occasioni da gol, ne segna uno e può recriminare per un calcio di rigore non concesso a Moscardelli.

Braglia
Piero Braglia

Nel secondo tempo il Monopoli prova a riversarsi in avanti e, nel momento nevralgico dell’incontro, Braglia serra i ranghi esponendo lo striscione “da Lecce non si passa”. E il Via del Mare si trasforma in una bolgia; la Curva Nord da serie A, capace di soffrire, ha incoraggiato come sempre, da sempre, e sicuramente per sempre farà, la propria squadra, e l’ha fatto con la convinzione che i propri beniamini stessero lottando per la maglia.

Si assomigliano la Curva Nord e Braglia, sono simili nel carattere, per la grinta, per la concretezza e per la schiettezza. E quando in sala stampa fanno notare che il Lecce ha segnato soltanto tre gol in tre gare, il tecnico ex Pisa risponde in modo conciso: “Chi se ne frega, abbiamo fatto 9 punti”, sorride e guarda avanti. Allo stesso modo pensiamo che la Curva Nord, continuando a cantare sulle note di Luna di Gianni Togni, firmerebbe per un filotto di tante vittorie per uno a zero, in quello stadio che con quest’atteggiamento dei calciatori può veramente continuare ad essere la tana dei lupi. La Curva Nord e Braglia, due facce della stessa medaglia, insieme per onorare la maglia.

 

 

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