La 275 nelle intercettazioni della dama nera di Anas: “E’ la prossima bomba”

LECCE-  “Ora pure lì succede qualche cosa…tu vedrai eh! Quella è la prossima bomba che arriva… è Santa Maria di Leuca. È la vergogna delle vergogne”.  È l’intercettazione che fa saltare sulla sedia il Salento. A parlare è Antonella Accroglianò, la “dama nera” di Anas, all’indomani del crollo del viadotto di Scrocchiavalle in Sicilia. L’oggetto della discussione è chiaro: la 275. La conversazione risale all’8 gennaio scorso: da un lato c’è l’Accroglianò, dall’altro Giovanni Parlato, dipendente di Anas, sospettato di essere asservito alla presunta organizzazione per delinquere radicata nella società pubblica su cui la Procura di Roma ha aperto un’inchiesta con l’accusa di aver intascato tangenti in cambio di favori a imprenditori.

È la Gazzetta del Mezzogiorno a riportare l’intercettazione, che emerge dagli atti dell’indagine capitolina, al cui interno c’è un capitolo dedicato al “Corridoio plurimodale adriatico: ammodernamento della ss 275 nella tratta Maglie-S.M. Di Leuca”. I contenuti sono in parte coperti da omissis.

Gli investigatori scrivono che sul finire del dialogo, Accroglianò e Parlato, oltre al viadotto siciliano, “fanno riferimento a un’altra problematica relativa all’esecuzione di lavori a Santa Maria di Leuca. Accroglianò afferma che in mattinata sarebbe passato “il cavaliere” e tale Vito per ‘vedere bene pure quel discorso di Santa Maria di Leuca’. A tale notizia – è scritto ancora negli atti – Palrato si lamenta: ‘Non hanno poi deciso niente?…No? E va bé…anche lì fanno passare tutto sto tempo’, riferendosi a sospette problematiche relative ai collaudi”. È in quel momento che la “dama nera” parla della 275 come della “prossima bomba che arriva”, “la vergogna delle vergogne”. Qualche mese mese prima, si ricorderà, venne data notizia dell’inchiesta romana sull’allora presidente di Anas, Pietro Ciucci. Qualche mese dopo, invece, arrivarono le sue dimissioni.

C’è anche il suo nome sul registro degli indagati. Il fascicolo è doppio: uno a Roma e l’altro a Lecce. Nella Capitale, a coordinare le indagini portate avanti dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza è il pm Alberto Galanti. Il cuore dell’inchiesta è l’affidamento diretto, senza gara pubblica, dell’appalto per la progettazione delle quattro corsie dal Consorzio Sisri alla Prosal. La somma è stata accreditata da Anas al Consorzio Sisri sul suo conto corrente e da questo parzialmente girato al consorzio Prosal, subappaltatore. L’ultima tranche è stata versata il 15 aprile 2011 ed era pari a 2,3 milioni di euro. 

 

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