Lodo Leadri, fine della storia. La polemica: “Pd non ha fatto interessi della città”

LECCE- Arriva la parola fine in coda alla lunga storia del Lodo Leadri. In mattinata, prima l’annuncio e poi la firma dell’accordo tra Palazzo Carafa e la società per la transazione di 14.400.000 euro relativi al primo e terzo lotto della Tangenziale Est. E questo senza che la Leadri abbia null’altro a pretendere. Era la condizione imposta dalla Regione Puglia per corrispondere i soldi appositamente sbloccati dopo un accordo tra l’allora governatore Nichi Vendola e l’ex ministro agli Affari Regionali Raffaele Fitto. La società, infatti, pur sottoscrivendo impegno formale, non aveva dato garanzie a via Capruzzi di risolvere la questione “a saldo e a stralcio”, ponendo fine una volta per tutte al contenzioso.

Ora la svolta, che significa anche la messa in sicurezza definitiva delle casse comunali, visto che si è rischiato il dissesto, proprio per questo debito fuori bilancio di complessivi 23 milioni di euro. Adesso, verranno a cadere anche le ipoteche iscritte su tutto il patrimonio comunale, ciò che permetterà nei prossimi giorni di sbloccare la vendita di vari immobili per 4 milioni di euro e piazzarne di altri sul mercato. Il sindaco Perrone si toglie qualche sassolino dalla scarpa, contro il capogruppo del Pd, Paolo Foresio, e contro il consigliere Luigi Melica, “coloro che questa città non dovrebbe affatto ringraziare”, dice.

Il primo a replicare è Melica: “Cosa consigliavo a Perrone? Di trovare un accordo con la Leadri e di smetterla di mostrare i muscoli pur non avendo la ragione dalla sua parte. Ebbene, cosa ha fatto il Sindaco?Alla fine, mi ha ascoltato”.

La battaglia giudiziaria è stata estenuante, fatta anche di pignoramenti richiesti dalla società. Se l’accordo è stato trovato, alla fine, è perché sono intervenute due pronunce del giudice dell’esecuzione di Lecce e di Bari e  una del Tar di Lecce: tutte hanno dato ragione al Comune.

Dunque, il risultato nel concreto è doppio: quel vecchio credito vantato dalla società è stato soddisfatto, alla fine, senza gravare sul portafogli dei cittadini di Lecce, in quanto a metterci i soldi è stata via Capruzzi; inoltre, la Leadri non pretenderà gli 8 milioni di euro di interessi di mora accumulati dal 2006, anno in cui si è avuto il lodo.

 

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