Cibi senza Nichel, ora si può

LECCE-Mangiare un piatto di pasta al sugo non sarà più un problema per gli intolleranti al nichel, costretti ad una dieta fatta davvero di poco: finocchi, bietole, radicchio e poco altro. La svolta è targata Salento.

Dopo la messa a punto di pratiche agronomiche per la produzione in campo, accuratamente vagliate a partire dall’analisi dei terreni di coltura, si è giunti alla produzione di pomodoro contenente una quantità di nichel davvero limitata (compresa tra 0,25 e 0,40 mg/kg sostanza secca), irrisoria se confrontata con le concentrazioni di metallo attribuite al pomodoro fresco e ordinariamente stimate a più di 1 mg/Kg di alimento, con oscillazioni che variano in funzione dei terreni di provenienza e delle pratiche di coltivazione.

Per studiare gli effetti sui pazienti, è in corso il monitoraggio del quadro clinico di un ampio gruppo di soggetti volontari.

Mauro Minelli, immunologo, è l’ideatore del progetto sul quale sta lavorando un gruppo già in precedenza insediatosi presso la ASL di Lecce e portato avanti dai ricercatori del Dipartimento di Scienze del Suolo, delle Piante e degli Alimenti dell’Università “A. Moro” di Bari, dell’Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari, dell’Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari-CNR e del Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione dell’Università del Salento. Attenzione focalizzata sul grano e sul pomodoro, certamente alimenti tra i più ambiti dai pazienti, alla base sella dieta mediterranea.

 

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