Dissesto idrogeologico, nel pool di Palazzo Chigi anche il salentino Portaluri

LECCE- Per contrastare il dissesto idrogeologico e il consumo di suolo c’è necessità di piani di intervento ma, prima ancora, di un quadro legislativo più chiaro e adeguato.

Nella Commissione finalizzata allo studio e alla revisione della normativa, istituita nei giorni scorsi con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri e insediatasi a Palazzo Chigi, c’è anche un salentino: si tratta del professore Pier Luigi Portaluri, titolare della Cattedra di Diritto amministrativo nella Facoltà giuridica dell’Università del Salento.

Il suo nome compare tra quelli che formano il pool di magistrati, docenti universitari e ingegneri chiamati innanzitutto a operare una ricognizione dell’attuale panorama normativo e proporre al Governo uno schema legislativo che garantisca gli obiettivi di messa in sicurezza dell’intero territorio italiano. Insomma, si cerca un freno contro l’abuso che si fa del suolo. Troppo esposto ad interventi costruttivi e infrastrutturali che ne hanno abbassato le difese, troppo fragile già di per sé. Dunque, ancora più preda di fenomeni calamitosi.

È’ un vulnus che fa il paio con altro, vale a dire con il consumo di suolo: si costruisce troppo e questo produce una crescente impermeabilizzazione dei terreni e quindi la loro progressiva incapacità di smaltire le acque piovane, e ciò diminuisce la sicurezza dell’intero sistema idrogeologico italiano. Ecco perché la necessità della svolta, che passa anche per il lavoro di una mente salentina: la normativa che oggi regola questi aspetti è frammentaria, lacunosa, oramai superata.

È un traguardo di grande importanza che il Paese non deve fallireha detto Portaluripoiché si tratta di far uscire definitivamente l’Italia da un lunghissimo periodo, in cui l’incuria e la sottovalutazione dei problemi collegati al rischio idrogeologico e al consumo di suolo hanno generato una situazione di arretratezza, anche culturale, i cui effetti negativi sul piano socio-economico vediamo quotidianamente”.

 

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