Approvato il nuovo Piano Silletti, altri 3mila ulivi saranno eradicati

BARI-  Il nuovo Piano del commissario straordinario Giuseppe Silletti sulla lotta a Xylella è stato approvato dal Il Comitato di monitoraggio costituito a livello nazionale.
Un passaggio obbligato in vista della definitiva approvazione da parte del capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, che dovrebbe arrivare nelle prossime ore. Il nuovo Piano prevede l’ eradicazione di circa 3.000 ulivi infetti e delle piante ospiti del batterio nel raggio di 100 metri, a partire dai nuovi focolai individuati nella provincia di Brindisi. Oltre a Oria e Torchiarolo, manifestazioni del disseccamento degli ulivi sono state riscontrate anche a Cellino San Marco, Cerano, San Pancrazio e la conferma che si tratti di epidemia di xylella e’ stata fornita dalle analisi effettuate dai tre laboratori accreditati. Nel Piano sono previsti indennizzi ai proprietari di alberi malati che li eradicheranno volontariamente, una volta ricevuta l’ apposita comunicazione. In caso contrario l’ eradicazione sara’ effettuata a cura dei tecnici dell’ Arif.

Intanto è sempre più in crisi il settore vivaistico in provincia di Lecce. I clienti hanno iniziato a disdire i contratti non avendo possibilità di acquistare le barbatelle a cui l’ Unione Europea ha imposto il blocco della commercializzazione. La mancata stipula dei contratti – che avrebbero dovuto perfezionarsi proprio in queste settimane – mette a rischio circa 70.000 giornate lavorative per il prossimo anno. Il dato è  stato fornito nel corso di una riunione voluta dal Consorzio dei vivaisti pugliesi nel castello di Otranto . Eppure, uno studio effettuato dal Cnr di Bari, dimostra che le specie di vite coltivate in Salento sono immuni dal batterio xylella che ha colpito gli ulivi. Il ministero delle Politiche Agricole ha utilizzato i risultati per chiedere al Comitato fitosanitario europeo la revoca dell’ embargo, ma la decisione non arrivera’ prima di 60 giorni. Intanto i vivaisti vedono le commesse diminuire e alcune aziende hanno già annunciato la volontà di trasferire la sede in altre regioni d’ Italia o addirittura in altri Paesi europei. Secondo il calcolo effettuato, la crisi del settore sottrarra’ all’ economia di Otranto e dei paesi limitrofi circa 10 milioni di euro all’ anno e determinera’ un immediato calo occupazionale

 

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