Masseria Ghermi viene strappata alla Scu e diventa casa per i senzatetto

LECCE- Istituzioni-Sacra Corona Unita: 1-0. La masseria Ghermi, confiscata alla criminalità organizzata, diventa casa per chi un tetto non ce l’ha. Il progetto Koinè è un punto, importantissimo, segnato a Lecce a favore della legalità e della giustizia sociale. Il Comune presenta il centro di accoglienza per persone senza fissa dimora.
Quello che si chiama masseria, in realtà ne aveva solo il nome, perché si trattava di ruderi anni ’80. Una struttura in cui, stando alle indagini della procura, faceva i suoi affari, collegati all’edilizia e al movimento terra, Angelo Vincenti, il boss della ‘Scu’ di Surbo ritenuto il mandante della bomba andata a vuoto al rapido Lecce-Zurigo del 5 gennaio 1992.

Dopo le condanne, la Masseria venne confiscata al clan e consegnata al Comune di Lecce alla fine del 1998. Passeranno 8 anni prima che si arrivi ad un progetto di riutilizzo: un campo rom per sostituire ‘Masseria Panareo’. Ma l’opposizione della comunità di Surbo e il rischio di un vero e proprio scontro sociale fecero sfumare il progetto e perdere il finanziamento. Era l’estate del 2006.

Nel maggio 2009 l’Amministrazione Perrone candida ‘Masseria Ghermi’ al finanziamento del ‘Pon’ con il progetto ‘Koinè’, un centro alloggio per senzatetto. Nel 2012, quando arrivò il bando di gara, denunciammo il fatto che ci vollero un anno e tre mesi per bandire l’appalto della ristrutturazione. Ora, però, il centro di acoglienza diventa finalmente realtà ed avviene in un momento in cui l’emergenza abitativa è a livelli altissimi. Le persone che, da un giorno all’altro, si ritrovano senza un tetto sulla testa a Lecce si stanno moltiplicando ad un ritmo preoccupante. E questa struttura. Grazie al progetto Koinè, diventa un fondamentale punto di riferimento. Tre fabbricati e oltre 29mila metri quadri di terreni intorno diventano un rifugio accogliente.

I lavori di ristrutturazione della ex masseria hanno riguardato, oltre alla costruzione dei fabbricati, anche la riqualificazione dell’intera area e l’impianto di zone verdi e di spazi per l’attività motoria. Il Centro oggi si compone di tre fabbricati con diversa destinazione d’uso.

Il fabbricato A è destinato a presidio fisso dell’intera struttura e sarà composto da una sala giorno, un ripostiglio, una cucina abitabile al piano terreno, due camere da letto matrimoniali, un disimpegno e un bagno al piano primo, collegato con una scala interna.

Il fabbricato B è destinato a servizi comuni alla struttura (atrio, reception, info-point, archivio, servizi igienici, mensa, ambulatorio medico, sala assistenti sociali, sala TV, cucina, dispensa).

Il fabbricato C, di circa 385 mq circa, ha una zona soggiorno, stanze per gli ospiti e servizi comuni. Sono presenti un atrio d’ingresso, le camere per gli ospiti, di cui 5 quadruple e 3 singole, i servizi igienici, distinti per sesso (un servizio igienico ogni 2 ospiti), un servizio igienico riservato agli operatori, con annesso spogliatoio, ed una doccia ogni 5 ospiti, una sala per operatore OSS per l’organizzazione dell’accoglienza. In totale il centro sarà dotato di 25 posti letto. I servizi offerti previsti saranno: il pernottamento, la toilette e il servizio gratuito di lavanderia.

Il Centro sarà gestito da una cooperativa sociale di tipo B, formata da ex detenuti o da soggetti condannati ammessi a misure alternativa alla detenzione e supportati da personale specializzato (assistenti sociali, psicologi, medici). Il Centro sarà aperto l’intera giornata, per 7 giorni alla settimana. Ciascun utente potrà usufruire delle prestazioni del centro per un periodo continuativo non superiore a 90 giorni.

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