Trenitalia non paga le tasse alla Puglia e penalizza il Salento, i parlamentari tentino di esser ad alta velocità

LECCE- Oltre al danno la beffa. Far arrivare il FrecciaRossa a Lecce potrebbe determinare un costo, se treno non pieno, di circa un milione di euro l’anno ma Trenitalia snobba la Puglia e dal 2010 non pagherebbe le tasse sulle concessioni regionali. I rappresentanti pugliesi se ne accorgono solo ora agevolando il ragionamento che la spa ferroviaria è , a piacimento , azienda privata quando deve preservare gli utili e pubblica quando evadere costi o distribuire perdite.
Se il prossimo 20 settembre bari raggiungerà Milano in sei ore e trenta minuti per lecce, forse, se ne discuterà solo il 25. C’è da dire che molto probabilmente , visto l’isolamento decennale del Salento dal baricentrismo, la struttura tecnico informatica per accogliere l’Etr 500 non avrebbe comunque consentito l’accesso alla stazione ferroviaria del capoluogo leccese.

Se la Puglia ed il Salento non viaggiano ad alta velocità lo si deve a chi sino ad ora ha rappresentato questo territorio. Oggi si registra una gran mobilitazione dei Parlamentari, certamente mobilitazione ritardataria ma ancor più grave sarebbe stata l’eventuale assenza di posizione da parte della Regione Puglia come avvenne nel 2010, rispetto al Salento ed in occasione della stesura del piano regionale dei trasporti. Se De Vincenti, dalla Fiera del Levante, ha ribadito per conto del Governo che Trenitalia ha il dovere di non penalizzare alcun territorio sia prelevato dai parlamentari salentini e condotto presso la sede di Trenitalia S.p.A altrimenti, il tutto, potrebbe apparire un gioco delle parti considerata, anche, la diatriba Renzi-Emiliano che se ai due dà visibilità sul palcoscenico mediatico rischia di invalidare una terra malgrado la battaglia del Governatore pugliese per il FrecciaRossa nel Salento.

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*