Usura, estorsioni e riciclaggio: 9 arresti e sequestro da 5 milioni di euro

GALATINA- L’indagine partì per usura, ma ne sono scaturiti altri spunti e reati. La Guardia di Finanza di Lecce ha smantellato un’associazione a delinquere, vicina al clan Coluccia e operante a Galatina e dintorni, dedita a estorsioni e riciclaggio e che aveva allungato le mani anche su un appalto. 9 persone sono state arrestate e 24 sono indagate. E, durante le indagini, è stata accertata anche una frode ai danni del fondo di solidarietà antiracket e usura.
A notificare le ordinanze cautelari sono stati i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria, su delega della Procura della Repubblica di Lecce. Hanno anche sequestrato beni mobili e immobili e disponibilità finanziarie per oltre 5 milioni di euro. Le indagini sono state dirette dal Procuratore Cataldo Motta e dal Sostituto Procuratore Alessio Coccioli. Gli uomini del Gico -Gruppo Investigativo Criminalità Organizzata- hanno evidenziato come il gruppo si avvalesse di modalità mafiose per avere il denaro, sfruttando la vicinanza al clan ben conosciuto a Galatina, accompagnando le proprie richieste con comportamenti minacciosi, sfociati in numerosi episodi di estorsione di violenza privata.

Moltissime erano le vittime dell’organizzazione, che prestava denaro applicando tassi oscillanti tra il 121% ed il 183% annuo, e tra esse molti imprenditori in difficoltà finanziaria. Ma, se l’indagine è partita grazie alla denuncia di una delle vittime, le altre hanno poi negato, anche davanti all’evidenza delle intercettazioni telefoniche. Tutto ciò che lasciava traccia dell’attività usuraia, assegni bancari ed effetti cambiari che gli indagati ricevevano anche a garanzia dei prestiti concessi, venivano negoziati su conti correnti intestati a terze persone a loro riconducibili.

Durante le indagini è stata anche accertata la frode ai danni del Fondo di Solidarietà Antiracket e Antiusura, istituito con la legge 44/1999, con il quale si sostengono le vittime. In questo caso, un imprenditore edile ha “gonfiato” di 115mila euro la somma richiesta come risarcimento al danno subito da un altro gruppo criminale. I soldi in più sono stati fatti figurati come un debito commerciale nei confronti di uno degli appartenenti all’attuale sodalizio criminale. In realtà non si trattava altro che di interessi usurari.

Alcuni dei soldi raccolti servivano a finanziare attività commerciali riconducibili a parenti degli indagati, in un caso nell’ambito del commercio di oro e preziosi, oppure venivano utilizzati per investimenti nel settore immobiliare. E qui è emersa la frequente partecipazione di alcuni degli arrestati alle procedure esecutive presso il Tribunale di Lecce e le loro gravi condotte tese a turbare la libertà degli incanti con minacce rivolte dai sodali contro i privati per costringere questi ultimi ad abbandonare l’asta perché loro potessero aggiudicarsela. Non solo: secondo le indagini uno dei capi dell’organizzazione, agendo in concorso con alcuni dipendenti pubblici in servizio presso il Comune di Galatina, è riuscito a turbare la procedura pubblica di aggiudicazione del servizio mensa nelle scuole dell’infanzia statali in gestione diretta nell’anno scolastico 2011/2012. la ditta individuale che ha vinto è riconducibile alla moglie del personaggio in questione.

È scattato il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca dell’ingente patrimonio accumulato dall’organizzazione, complessivamente quantificato in 5 milioni di euro.Con il supporto del Servizio Centrale Investigativo Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza di Roma, si è ricostruito l’intero patrimonio, accertando come tali investimenti fossero stati finanziati con apporto di capitali che non hanno trovato giustificazione nei redditi dichiarati e nelle attività svolte dagli indagati e dai loro familiari.

Sigilli sono scattati per:

n. 6 fabbricati;
n. 1 opificio industriale;
n. 13 beni mobili registrati (auto/motoveicoli);
n. 1 società di capitali (il sequestro riguarda il capitale sociale e l’intero compendio aziendale);
n. 2 ditte individuali;
quote di capitale sociale per un valore nominale pari ad euro 3.500,00;
saldi attivi riferiti a n.26 rapporti finanziari;
n. 10 rapporti assicurativi/fondi pensione.

Gli arrestati sono:
NOTARO Antonio Gianluca, nato a Galatina (LE) il 16.06.1971 ed ivi residente (figlio di Notaro Luciano)
NOTARO Luciano, nato a Grottaglie (TA) il 12.11.1945 e residente a Galatina (LE) (fratello di Notaro Mario);

il fratello NOTARO Mario;

NUZZACI Luigi, nato a Galatina (LE) il 22.01.1950 ed ivi residente ;
PALUMBO Francesco, nato a Galatina (LE) il 16.06.1971 e residente a Melendugno (LE)
SCUDELLA Italo, nato a Taranto il 18.09.1939 e residente a Surbo (LE)

SPARAPANE Luigi, nato a Soleto (LE) il 12.05.1958 e residente a Galatina (LE) (cognato di Notaro Mario e Luciano)
SPARAPANE Fabio, nato a Galatina (LE) il 30.08.1986 ed ivi residente (figlio di Sparapane Luigi)

Ai domiciliari, invece, Carlo Palumbo, padre di Francesco, di 80 anni, domiciliato ad Aradeo.

 

 

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