Caso Scatigna, dopo il blitz della Finanza assegnazioni paralizzate

LECCE- L’assegnazione di un’abitazione a Piero Scatigna, il leccese che da mesi vive in un’auto è stata bloccata in seguito ai sequestri del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Lecce che ha portato alla luce l’indagine avviata in procura sull’assegnazione delle case popolari.

Sono parole dure quelle del segretario del Codici di Lecce, l’avvocato Stefano Gallotta, che da tempo segue l’odissea della famiglia Scatigna e di un uomo che senza un lavoro ed una casa è stato costretto a lasciare moglie e figlie minorenni da un parente e dormire in auto. Una persona per bene, sfortunata sicuramente, e che avrebbe tutti i requisiti per ottenere una casa popolare. Per lui era intervenuto sia il presidente Napolitano sia Mattarella, che avevano sollecitato il comune di Lecce a farsi carico della situazione.

Tutto era pronto: l’avvocato continua a sentire il responsabile dell’ edilizia residenziale pubblica . È il 6 giugno di quest’anno. Il responsabile gli assicura che si sta predisponendo una determina straordinaria per il caso in questione. Due giorni dopo si sarebbe dovuto concludere l’iter. Insomma tutto fa sperare per il meglio, dice l’avvocato, e invece così non è. È l’8 giugno quando le Fiamme gialle arrivano a Palazzo Carafa con un decreto di sequestro di pc e documenti. Viene alla luce l’indagine della procura sull’assegnazione delle case popolari a Lecce e l’assessore Monosi, il consigliere Torricelli e il funzionario Lillino Gorgoni sono iscritti nel registro degli indagati.

Da quel momento le porte si chiudono, dice l’avvocato. Della determina che avrebbe dovuto assegnare la casa in via straordinaria a Scatigna, non si è saputo più nulla. È stata mai predisposta? O non è mai esistita? E se cosi fosse, perché tutto si è fermato? Si basa anche su questi presupposti l’audizione di oggi in senato, alla presenza delle istituzioni. Piero Scatigna e Laura Critelli, la donna ultrasessantenne che vive in mezzo ad una strada insieme al suo cagnolino, con gravi problemi di salute, sono a Roma, casi esemplari di come spesso la burocrazia spezzi le vite.

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*