Tagli alla sanità, il Tribunale del Malato: “Una scure sulle fasce deboli”

LECCE- Prestazioni sanitarie a pagamento e a prezzo pieno, 180 esami tra cui risonanze, tac, visite odontoiatriche, esami di genetica e di laboratorio, solo per citarne alcuni.

È la nuova scure che si abbatte sulla sanità, inserita nel decreto sugli enti locali quello che il ministero di Beatrice Lorenzin dovrà adottare tra pochissimo. A settembre quindi la mazzata che porterà molte prescrizioni mediche a totale carico del cittadino perché “non appropriate” ad ottenere un rimborso da parte del Sistema Sanitario Nazionale. 

Il Tribunale del malato si è già mosso: ad essere colpite saranno le fasce deboli, dice la responsabile provinciale Anna Maria de Filippi, e i nuovi tagli non risolveranno il vero problema della sanità, che è quello delle liste d’attesa.

Le cure odontoiatriche ospedaliere siano garantite esclusivamente ai ragazzi sotto i 14 anni e ai pazienti vulnerabili per motivi sanitari e sociali, lasciando alle Regioni il compito di fissare le soglie di reddito o di Isee. Non saranno più possibili controlli generici, ma analisi sulla base di precise indicazioni cliniche. In assenza di qualsiasi fattore di rischio (familiarità, ipertensione, obesità, diabete, cardiopatie) il colesterolo e i trigliceridi potranno essere ripetuti solo ogni 3 anni.

Per scoraggiare l’inappropriatezza e ridurre le liste di attesa, si sborserà il costo intero di intero nove prestazioni tra Tac e Risonanze magnetiche degli arti e della colonna con mezzo di contrasto. Idem per la medicina nucleare, nel cui pacchetto quattro esami dovranno essere pagati.

Per la genetica, invece, 53 prestazioni saranno a carico dei cittadini e riservate alla diagnosi di specifiche malattie genetiche e non per una generica mappatura del genoma o a fini di ricerca. due esami per la dialisi e test allergologici e vaccini, che saranno prescritti solo a seguito di visita specialistica allergologica.

“Siamo stati esclusi da ogni decisione”, dicono dall’associazione che tutela i malati, che si è già mossa chiedendo un tavolo al ministro.

 

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