Morte dopo la discoteca: il Prefetto convoca il Comitato di sicurezza

LECCE- “Choc” è la parola più usata da 24 ore. Sui social, in tv, sui giornali. Perché la morte di un ragazzino lascia a bocca aperta, increduli, terrorizzati, solidali ma incapaci di comprendere fino in fondo lo strazio di una famiglia spezzata.
E, dopo i commenti e le analisi del mondo politico e di quello imprenditoriale, si passa alle vie di fatto. Sottolineando, però, che non si sa cosa abbia ucciso Lorenzo Toma. Il 19enne leccese si è accasciato in discoteca, dove aveva pèassato la notte a ballare e divertirsi con amici e fidanzata. A nulla sono valse le disperate manovre di rianimazione effettuate dai sanitari del 118. non ce l’ha fatta. Ma non si sa, e non si saprà fino ai risultati dell’autopsia, quale sia la causa del decesso. Solo che il binomio discoteca-morte, dopo i fatti del Cocoricò di Riccione, dove si è spento Leonardo, a 16 anni, ucciso dall’ecstasy, fa immediatmante pensare allo stesso copione, dalla Romagna al Salento. Non è così, semplicemente non lo si sa ancora.

In ogni caso, il prefetto Palomba, che arriva proprio da lì, che ha lavorato a rimini fino a pochi giorni fa, ha convocato il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Quello composto dai vertici delle forze dell’ordine. Palomba, sul cosiddetto “caso Gallipoli”, aveva già detto di aver chiesto i rinforzi a Roma, ma al momento nulla si è ancora mosso su quel fronte. Bisogna garantire la sicurezza, ma con unità risicate.

E bisogna contrastare lo spaccio, all’esterno delle discoteche e dei lidi. Difficilissimo, con le centinaia di migliaia di turisti che sono già qui e con altre in arrivo per Ferragosto. Oggi, l’esperienza di Palomba da una parte e la professionalità e la concretezza delle forze dell’ordine dall’altra, si fa il punto della situazione.

 

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