La terra che cura: orto sinergico e pollaio per i ragazzi autistici

CASTIGLIONE D’OTRANTO- Le zucchine sono ancora nell’orto, intorno tante piante officinali e quello che è diventato il pensiero del mattino: il pollaio con il gallo e le galline di cui prendersi cura. È la terra che cura, quella che permette a trenta ragazzi autistici di coltivare i propri sogni, nella struttura Zoe che li ospita, a Castiglione d’Otranto. La cooperativa L’Adelfia che la gestisce da otto anni ci crede, e tanto: l’orto sinergico aiuta a valorizzare il percorso che questi ragazzi devono compiere per rinascere come persona e persona funzionale, nel non sentirsi un peso ma nel realizzare quell’ “io ce la posso fare” che per loro è sinonimo di svolta.

Per Rosario e il fratello gemello Salvatore, tra gli operatori del centro, non si tratta di semplici ospiti, ma di fratelli minori. La loro ostinazione ha dato risultati: li hanno visti i cambiamenti negli ultimi due anni, da quando l’orto è stato prima idea, poi pratica, ora modello per addolcire disabilità psichiatriche anche gravi, quelle che portano qui da tutta la Puglia persone di età compresa tra i 16 e i 40 anni.

È con questi laboratori che tutti riescono ad essere “presenti a se stessi”. Loro lo percepiscono, scavalcando la sindrome autistica: dissodano il terreno, piantano gli ortaggi, irrigano, estirpano le malerbe e poi vanno avanti nello svolgimento di almeno uno dei passaggi della filiera produttiva: raccolgono i frutti, confezionano i prodotti, li etichettano, li distribuiscono.

Alle nove del mattino li troviamo a dipingere vasi riciclati, dove per talea riprodurre le piante destinate al banchetto di vendita nelle occasioni importanti, come la Notte Verde del 29 agosto. Sono lì, all’ombra dei pini di questa struttura che doveva essere una scuola media, mai entrata in funzione perché troppo grande in un paese in cui le classi non si formano per mancanza di nascite. Loro hanno dato nuova vita a questo luogo. C’è chi qui era arrivato con il casco in testa per le lesioni che si provocava e ora al mattino si sveglia per raccogliere le uova nel pollaio e ricavarci biscotti. In questo mese, si produrrà anche la pasta fatta in casa, perché sì, l’esperimento sta riuscendo: con la terra e gli animali si riconquista un pezzo di sé.

 

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