Ancora minacce di morte all’ex ministro Bray per la Reggia di Carditello

LECCE- «Ti avevamo detto di non tornare a Carditello altrimenti saresti morto». Ancora minacce, pesantissime, all’indirizzo dell’ex ministro dei Beni Culturali, il leccese Massimo Bray, già sotto scorta da oltre un anno. Mentre stava rilasciando un’intervista, sul tavolo della sala è stata rinvenuta una busta gialla, con all’interno il testo chiaramente minatorio. La missiva è stata acquisita dai carabinieri di scorta.

Bray paga il prezzo dell’impegno per strappare la splendida reggia borbonica all’abbandono in cui versa.  Il messaggio richiama le precedenti lettere minatorie e anonime indirizzate a Bray, l’ultima del febbraio scorso, recapitata alla sede del quotidiano napoletano Il Mattino.

È Bray, attuale direttore editoriale dell’Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani, colui che ha messo in moto la macchina per avviare il restauro. Era a Carditello per questo. Lo ha ribadito, postando su Twitter una foto con la reggia impacchettata per la messa in sicurezza e ristrutturazione avviata a dicembre: “I lavori sono iniziati. I nostri sforzi sono stati premiati. #laculturachevince”, il suo commento.

Lunedì, tra l’altro, lì è previsto l’arrivo del ministro Franceschini, assieme al governatore Vincenzo De Luca, al sindaco locale Emiddio Cimmino e al prefetto di Caserta Arturo De Felice, per firmare l’accordo per la “Valorizzazione del Real Sito di Carditello”

Proprio il successore di Bray al Mibact è intervenuto sulla vicenda con un tweet. «Solidarietà a Massimo Bray. Le minacce sono a vuoto: il suo lavoro va avanti e lunedì firmo a Carditello la nascita della Fondazione».

 

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