Xylella: il Ministero proroga l’emergenza per altri sei mesi

LECCE- Altri sei mesi di emergenza Xylella. Lo ha deciso il Consiglio dei Ministri che oggi ha stabilito la proroga per 180 giorni. Vengono anche integrate le competenze del Commissario delegato. Sul fronte della ricerca, nel Comitato Horizon 2020 e’ stato approvato un progetto europeo con azioni specifiche sulla Xylella: sarà coordinato dal Cnr di Bari e finanziato con quasi 7 milioni di euro.
A chiedere la proroga dello stato di emergenza era stato anche il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, il 2 luglio scorso. Il Commissario Silletti avrà il modo e il tempo per concretizzare il suo nuovo Piano, da adottare anche per stralci. Ora si prevederà il completamento delle eradicazioni a Oria, il presumibile intervento a Torchiarolo e sulla fascia di venti chilometri entro il confine nord della provincia di Lecce.

“L’attuazione del Piano del Commissario di Protezione civile sta dando risultati ed e’ necessario andare avanti – ha dichiarato il ministro Martina – nel contrasto alla diffusione del batterio, per questo abbiamo stabilito una proroga di 6 mesi dello stato di emergenza.  Tutelare l’olivicoltura salentina e’ una priorita’ nazionale ed europea e percio’ siamo impegnati sul fronte della ricerca e nell’indennizzo alle aziende agricole colpite, alle quali abbiamo destinato i primi 11 milioni di euro con la legge agricoltura approvata meno di un mese fa e resa immediatamente operativa”.

 Con l’attivazione del Fondo di solidarieta’ nazionale, si è previsto, infatti, un primo stanziamento di 11 milioni per il ristoro dei danni subiti da agricoltori e vivaisti, che abbiano perso piu’ del 30 per cento del valore della loro produzione. Per le aziende che hanno perso di meno, per i vivaisti e per gli altri proprietari dei terreni, si attingerà da una quota dei 13 milioni a disposizione del Commissario di Protezione civile.

Si inizia a respirare anche sul fronte ricerca: oltre ai 7 milioni dal Comitato Horizon 2020 , a livello nazionale si sta definendo un programma a cui dovranno partecipare diverse istituzioni scientifiche e di ricerca, in particolare quelle pugliesi, con la creazione in Salento di un campo sperimentale dove testare le possibili soluzioni contro la fitopatia.
  

 

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