Legge di riforma della Costituzione. Portaluri: “Netto peggioramento del sistema”

LECCE-  Il disegno di legge di riforma della costituzione è di nuovo all’esame del Senato. Nelle scorse ore l’audizione davanti alla I Commissione Affari Costituzionali, presieduta dalla Sen. Anna Finocchiaro, di studiosi ed esperti fra questi, il prof. Pier Luigi Portaluri, titolare della cattedra di Diritto amministrativo nella Facoltà di Giurisprudenza dell’ ateneo Salentino.

Già ascoltato dal Senato e poi dalla Camera nello scorso anno, il prof. Pier Luigi Portaluri ha illustrato i nodi critici che ancora permangono. Fra questi, spicca il ruolo che spetterebbe al Senato, il quale – in quanto non direttamente elettivo – sembra ripetere la non felice esperienza applicativa che sta dimostrando la legge c.d. Delrio, che ha istituito le Città metropolitane e ridisegnato i compiti delle Province.

Altri aspetti molto problematici sono collegati alla riscrittura del Titolo V della Costituzione, che regola il riparto di competenze fra Stato e Regioni.

Già l’assetto attuale è molto insoddisfacente, poiché non sono chiari i limiti del potere legislativo dello Stato rispetto a quello regionale. Secondo il prof. Portaluri, la riforma oggi in discussione segna un netto peggioramento del sistema. La riforma non incide in modo energico sul disegno territoriale italiano, mantenendo Regioni di estensione troppo ampia: dunque enti di difficile governabilità e fonti di spesa pubblica di scarsa efficienza..

 

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