Truffa anche con terreni confiscati alla mafia: due arresti a Surbo

SURBO- Nel loro “portafoglio” avevano inserito terreni di ogni tipo, anche quelli confiscati alla criminalità in Sicilia, come i fondi della famiglia mafiosa Guarneri di Canicattì, invece assegnati per finalità sociali al Comune di Naro, in provincia di Agrigento. L’obiettivo: intascare indebitamente i contributi all’agricoltura erogati dall’Agea.
Erano certi che nessuno avrebbe mai scoperto quella che oggi gli investigatori qualificano come una vera e propria truffa aggravata ai danni dello Stato e del bilancio dell’Unione Europea.

All’alba, però, sono stati arrestati Giovanni De Matteis, 33 anni, e Vincenzo Cagnazzo, 57 anni, entrambi di Surbo, ritenuti capi di un’associazione a delinquere e accusati anche di falsità materiale ed ideologica commessa sia da pubblico ufficiale che da privato.

I militari del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza, che hanno agito in esecuzione di decreti emessi dal gip Stefano Sernia su richiesta del pm Donatina Buffelli, hanno posto sotto sequestro anche tre immobili, altrettanti terreni e disponibilità finanziarie per oltre 800mila euro, somma corrispondente agli importi che si ritiene percepiti in maniera indebita. Altre quattro persone sono state denunciate a piede libero: Angelo Cagnazzo, 38 anni, fratello di Vincenzo; Antonietta Vergine, 60 anni; Luigi de Matteis, 63; Francesco de Matteis, 24, cioè padre, madre e fratello di Giovanni.

I particolari sono stati resi noti in conferenza stampa, in mattinata, alla presenza del procuratore capo Cataldo Motta.  Le indagini condotte dalle Fiamme Gialle a partire dall’ottobre 2013 hanno portato a galla un insidioso sistema di frode: i contributi agricoli venivano percepiti a fronte di una dichiarata disponibilità di terreni di proprietà di soggetti privati e di enti pubblici: dal Demanio ai Ministeri di Agricoltura, Finanze e Difesa; dalle Province di Lecce e Foggia alle Regioni Puglia, Basilicata, Emilia Romagna, Lazio, Sicilia.

Tutto falso, stando agli approfondimenti portati avanti nell’ambito del piano d’azione denominato “BONIFICA”, elaborato dal Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie della Guardia di Finanza di Roma con la collaborazione dell’AGEA (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura). A tenere le redini del sistema Giovanni De Matteis, responsabile di un “Centro di Assistenza Agricola”, con sede a Surbo, e Vincenzo Cagnazzo, agronomo con studio professionale presso la stessa sede del C.A.A.. Entrambi ora sono ai domiciliari.

Per gli inquirenti, supportati dai 4 denunciati, avevano formato centinaia di atti falsi, per lo più autocertificazioni e contratti di comodato ad uso gratuito, attestanti la conduzione di terreni. Le 150 domande, munite dei visti di conformità falsamente apposti dallo stesso responsabile del Centro, venivano trasmesse poi all’AGEA. Et voilà: i contributi venivano accreditati sui conti correnti dei fittizi conduttori e poi ripartiti tra gli associati. Un meccanismo che per otto anni ha fruttato oltre 800.000 euro.

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*