Trivelle: il “No” in Basilicata, ma presenti solo i Sindaci del Capo di Leuca

POLICORO- Oggi è il giorno del No a Policoro. Manifestazione contro le trivelle dalle prime luci del mattino sul lungomare alla presenza del sindaco della città Rocco Luigi Leone e dei governatori di Basilicata, Puglia e Calabria, Marcello Pittella, Michele Emiliano e Mario Oliverio.

“Saremo molto netti nella interlocuzione col Governo nazionale, in occasione dell’incontro programmato con il ministro Guidi” afferma Pittella “per chiedere il ritiro di questa autorizzazione alle ricerche in mare e concordare insieme le procedure anche di norma che espugnano i nostri mari dalle trivelle”.

Per Emiliano ” Andare a cercare petrolio di bassa qualità –  peraltro all’indomani dell’accordo Iran-Usa è  insensato”. “Sono convinto -ha affermato il governatore della Puglia- che con l’impugnativa dello Sblocca Italia – la Puglia ha già impugnato tutti i sei articoli dello Sblocca Italia – o con il referendum potremo salvaguardare il nostro mare”.

Presenti alla manifestazione anche sindaci e amministratori del Capo di Leuca che nei giorni scorsi hanno intrapreso in segno di protesta lo sciopero della fame, sospeso dopo due giorni. I Primi Cittadini di Salve, Vincenzo Passaseo; di Morciano di Leuca, Luca Durante; di Patù, Francesco De Nuccio; di Castrignano del Capo, Anna Maria Rosafio preannunciano che, in assenza di impegni concreti, sono fermamente determinati a riprendere lo sciopero della fame spostando la protesta direttamente a Roma presso la Presidenza del Consiglio.

“Ministro Galletti, non scambiare la nostra disponibilità come arrendevolezza”. Un comunicato di fuoco quello con cui Salvatore Ruggeri, Segretario nazionale amministrativo Udc, bacchetta il “suo” ministro all’Ambiente Gian Luca Galletti sul tema trivelle. “Al Ministro vorrei ricordare che sebbene ho sostenuto sempre la sua azione , ritengo che la Puglia non possa essere considerata la terra degli impatti ambientali. Non sono certo un fautore del N.I.M.B.Y. (Non nel mio giardino), ma questo non significa che il “mio” Ministro possa pretendere una “cambiale in bianco” sulla Puglia e quindi, realizzare nel giardino dei pugliesi tutto quello che altri non vogliono. Caro Ministro: la Puglia ha già dato! Dopo Cerano a Brindisi, l’Ilva a Taranto, la TAP a Melendugno e i tubi sotterranei a Otranto, le trivellazioni si faranno altrove”.

 

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