Xylella, tagliati 47 ulivi a Oria. Blitz all’alba, notifiche last minute. Il Sindaco: “Vergogna”

ORIA –Sono tornate, all’improvviso. Cogliendo di sorpresa tutti: amministratori, proprietari, attivisti. Le motoseghe dell’Arif hanno ripreso il lavoro lasciato a metà il 13 aprile: abbattuti 47 ulivi, che risulterebbero infettati dal batterio Xylella fastidiosa. Le analisi, però, neanche stavolta le ha viste nessuno.
A Oria lo scenario è inverosimile: prima di arrivare in contrada Frascata, superiamo tre posti di blocco. Accesso sbarrato ai campi. Spiegamento imponente di forze dell’ordine: ci sono circa 300 uomini tra Forestale, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco. Da Bari sono arrivati anche la pattuglia mobile dei carabinieri e il reparto mobile della Polizia. Ci si aspettava la presenza di centinaia di manifestanti, ma le notizie sono circolate a fatica e neanche l’amministrazione era stata avvisata.

Le operazioni sono iniziate alle 4 del mattino. Chi c’era, all’alba, non ha potuto far altro che immortalare col cellulare la ferita che qui si rimarginerà a fatica e che amplia anche quella di aprile, quando furono abbattute 7 piante tra le proteste degli attivisti.

Il primo paradosso? I proprietari degli oliveti interessati dagli abbattimenti hanno ricevuto le notifiche solo stamattina. Ore 7.25, riporta uno dei provvedimenti. Il secondo paradosso? Lo racconta un agronomo: aveva contattato l’Università di Bari per chiedere consigli su come curare i primi disseccamenti e invece si è ritrovato con 8 dei suoi ulivi fatti a pezzi.

Nessun cenno sugli interventi neppure al sindaco di Oria, Cosimo Ferretti, avvisato in mattinata da suoi concittadini e a cui, in un primo momento, è stato anche impedito l’accesso.

Ora, dopo il ricorso di 25 Comuni del Leccese, anche nel Brindisino, tra Francavilla Fontana e Oria, si medita di impugnare gli atti al Tar Lazio. Anche perché qui pende la spada di Damocle della nuova misura europea, quella che prevede l’abbattimento di tutte le piante, anche sane, nel raggio di 100 metri da quelle infette. Tre ettari di vuoto per ogni albero risultato infetto. Sarebbe come guardarsi attorno e vedere il deserto.

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*