Emiliano riceve i partiti: da risolvere i nodi nel Pd, tra i vendoliani ed appagare l’ex Udc

BARI- Da oggi le consultazioni con le opposizioni dopo il No dei 5 stelle e la posizione netta di Noi a sinistra. Emiliano impegnato per 48 ore al dialogo con i partiti e poi decidere il futuro del suo esecutivo e della Puglia. Pur volendo fortemente il dialogo con i grillino dice no dopo aver ricevuto buca da questi anche se, questi, hanno motivato l’assenza con impegni già presi in altre sedi. Ma se per il Governare i confronti odierni con Ncd, Forza Italia e Oltre saranno routine questa non sarà pura cortina sezionale con le forze della sua coalizione. Ieri Dario Stefano, Noi a sinistra, ha tuonato: il Vice di Emiliano non potrà esser del centro, come dire stop all’ipotesi di apertura verso l’ex Udc ed a Salvatore Negro. Dalla loro, i vendoliani, sperano di strappare il vice presidente ed un assessore. Se vincerà Vendola oStefano lo si vedrà perché ambedue pretendono quanto appena detto ma il primo spinge per Borraccino ed il parlamentare per il leccese Sebastiano Leo oltre ad una donna esterna che non sarà la Barbanente. I Popolari, ex Udc, sarebbero disponibili a riconsiderare il posto sotto Emiliano optando per la Presidenza del Consiglio e un assessorato mentre nel Pd è guerra tra territori e tra eletti e trombati.

Per il resto la girandola dei nomi resta la stessa: per il Pd Gianni Gianni (Bari), poi uno tra Sergio Blasi e le due donne esterne Loredana Capone Lecce e Antonella Vincenti (brindisi), Campo di Foggia potrebbe avere la meglio sull’uscente responsabile del blancio Leo Di Gioia (foggia), sembra certo Antonio Nunziante (Bari)

A bocca asciutta sembrerebbe rimanere il braccio destro del sindaco di Bari, Lacarra. La presidenza del Consiglio, invece, sembrerebbe ormai certamente da affidare a Mario Loizzo, quota Pd e non come richiesto al Movimento 5 Stelle. Martedì o mercoledì arriverà, intanto, la proclamazione dei consiglieri e in quel momento si capirà se le pedine resteranno queste o se qualcosa cambierà, favorendo ad esempio l’ingresso della Capone. Ma questa tesi che l’assessore uscente riteneva molto probabile, in reatà, sembra ora lontana perché l’Ufficio elettorale non effettua un vero e proprio riconteggio delle schede. La partita dunque è rimandata al Tar

 

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