Psicosi Xylella: l’Ue blocca le importazioni dal Costa Rica

BARI- Una decisione che “comprometterà circa 700 posti di lavoro diretti”. Lo ha annunciato Bernardo Vargas, direttore esecutivo della Camera agricola del Costa Rica.
Si riferisce a quanto stabilito dall’Unione Europea che, nei giorni scorsi, ha deciso il blocco al mercato delle piante ornamentali provenienti dal Costa Rica a partire da questo maggio, come difesa contro il possibile ingresso del batterio Xylella Fastidiosa, ritenuto il responsabile del disseccamento rapido degli ulivi.

Questo “influirà inizialmente sulle esportazioni della varietà vegetale Phoenix -spiega Giovanni D’Agata dello Sportello dei diritti- che riguarda una superficie di coltivazione tra i 700 e gli 800 ettari in Costa Rica. Inoltre, circa il 36% del valore totale delle esportazioni di piante ornamentali verso i paesi dell’Unione europea è diretta, secondo i dati del portale statistico Commercio Estero Promoter (PROCOMER). Durante il 2013, il paese ha esportato verso l’UE 33 milioni dollari di quel prodotto con una riduzione a 28 milioni nel 2014. Le esportazioni totali di piante ornamentali da Costa Rica sono stati pari a 78 milioni dollari nel 2013 e 74 milioni dollari nel 2014.Vargas ha spiegato che, secondo la Camera, la chiusura del mercato delle esportazioni non influisce su quelle da fogliame. Si applica solo agli impianti per la semina”. “I blocchi decisi dall’UE, riguarderanno tutti i paesi membri attuali, anche se il problema riguarda in particolare solo la Francia, l’Italia, la Spagna e il Portogallo, che hanno le produzioni più importanti di olive e uva” ha spiegato Francisco Dall’Anese, direttore del Servizio Fitosanitario di Stato”.Lo stesso dirigente ha rilevato che la Xylella fastidiosa è stata individuata in particolar modo nelle piante di caffè, che vengono utilizzate in Europa a scopo ornamentale.

Queste misure, quindi, per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, “costituiscono la prova del vero e proprio panico istituzionale che sta scatenando quest’epidemia silenziosa proprio dopo che dal Salento è scattato l’allarme”.  

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*