Il ministro Orlando agli avvocati leccesi: “Disponibile a migliorare quello che non va”

LECCE- I rappresentanti della Camera Civile, Ordine degli avvocati, Camera Penale e Camera amministrativa hanno incontrato il ministro per sottoporre alla sua attenzione una serie di problematiche che attanagliano il foro leccese. Si è parlato, in particolare, dei costi della giustizia e delle strutture inadeguate. Il presidente dell’ordine degli avvocati, Raffaele Fatano, nonostante il ministro sia stato a disposizione per un’ora, ha chiesto un incontro ad hoc per affrontare nel dettaglio l’emergenza giustizia a Lecce e in particolare il caos degli accorpamenti dei tribunali. “Il tribunale leccese è inadeguato- ha spiegato Fatano. A breve sono previste le chiusure di Casarano, Maglie e Nardò (quest’ultima prevista per settembre) le uniche tre sedi ancora in piedi per portare a compimento le cause pendenti fino al 4 settembre 2013. I due anni di proroga sono scaduti e il presidente del tribunale non ne chiederà ulteriori. Il ministro ha risposto con la disponibilità sempre. Ha ascoltato, ma ha anche ribadito che la scelta è della politica.

“La Puglia è una delle situazioni più critiche e sarà affrontata prossimamente”- ha spiegando. Il governo, insomma, non farà passi indietro, ma studierà soluzioni e metterà a disposizione qualche fondo. Il ministro della Giustizia ha ascoltato anche le richieste delle altre associazioni. “Via Brenta è completamente fuori legge – ha spiegato uno rappresentanti della Camera Civile, l’avvocato Salvatore Donadei – facciamo udienze nel seminterrato, senza vie di fuga e senza che ci siano le condizioni previste dalla leggi”. Si è parlato anche delle misure che riguardano il processo civile, il disegno di legge delega e il disegno di legge concorrenza che non trovano i favori dei civilisti leccesi: ad esempio, è previsto l’ingresso negli studi legali di un socio di capitali, che può comportare uno squilibrio notevole del mercato.

Una mazzata per gli studi medio piccoli che alcuni avvocati contestano fortemente. Su questo argomento, però, il ministro ha risposto picche: non transige, il discorso è chiuso. “Già Renzi mi rinfaccia di essere il paladino della lobby degli avvocati”- ha scherzato Orlando. Insomma , il governo ascolta ma va avanti per la sua strada.

 

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