Le elezioni delle contraddizioni: Emiliano contro i 10 anni di Vendola, il centrodestra tra regolamento dei conti ed epurazioni

BARI- La presentazione delle liste per il rinnovo del consiglio e l’elezione del nuovo presidente della Regione ha segnato non solo l’inizio ufficiale della campagna elettorale ma un vero periodo di regolamento dei conti tra le coalizioni e, all’interno delle stesse , tra partiti ed esponenti.
Nel centro sinistra il tentativo del candidato Emiliano di scrollarsi di dosso le colpe sulla sanità e, guardando al dibattito delle ultime ore, su Tap. Vendola indignato per la presa di distanza dell’ex sindaco di Bari ed il patron della lista più vicina al governatore uscente, Dario Stefano, pronto a twittare contro il candidato Presidente e strappare alle sue liste quanti più voti possibile per trattare una supremazia nella probabile futura Giunta Emiliano.

Nel centrodestra la corsa a chi prenderà più voti, non solo nella corsa tra Schittulli e Poli ma, principalmente , tra i ricostruttori ed i forzisti ossia definire se negli anni la Puglia sia stata fittiana grazie a Berlusconi o berlusconiana grazie a Fitto.

Ma tra questi tre schieramenti altri tre momenti politici tra la corsa del Movimento 5 stelle fiducioso di poter esser la vera novità per gli elettori pugliesi, è la prima volta che partecipa alla competizione regionale, i due candidati candidati diciamo filo comunisti tra “Alternativi” e rossi per Tsipras ed il neo arrivato candidato Presidente dei Verdi. Il primo giugno sarà l’inizio del regolamento dei conti tra possibili espulsioni o scelta diretta di lasciare i partiti di provenienza e nel centrosinistra , post elezioni , la sutura della frattura tra Emiliano e Vendola e le scelte degli stefaniani se più democratici o più vendoliani

 

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