Schittulli: “Con F.I. Vincerei”, Vitali: “Troppo tardi fai un passo indietro o cerca l’accordo con Adriana Poli”

BARI- “Quando ha capito che vi erano all’interno di Forza Italia delle questioni che non riguardavano la Puglia, ma problematiche nazionali, ha cercato di ricucirle nell’interesse di tenere tutti dentro. E l’unica maniera per farlo era far ridurre le richieste dell’on. Fitto al minimo indispensabile (gli uscenti più qualche dirigente espressione sul territorio di forza Italia) e in cambio strappare proprio a Fitto l’impegno a presentare un’ulteriore lista di supporto. Alla fine il risultato è sotto gli occhi di tutti: Fitto ha accettato. L’on. Vitali no“.
Così Francesco Schittulli replicando alla nota del coordinatore regionale berlusconiano Luigi Vitali che, denunciando la volontà del candidato di estromettere il partito dalla sua coalizione, ha chiamato questo bugiardo e mentendo sapendo di mentire.

Schittulli si difende ma evidenzia che se i sondaggi, oggi, lo danno al 35.5% con Forza Italia “la vittoria sarebbe certa”. Ma non dolce è l’ulteriore replica del coordinatore regionale Vitali: “Schittulli arriva troppo tardi, dopo aver tentato di imporre al nostro partito nomi e metodi oggi si rende conto di non vincere. Sono ad ora non è stato in grado di unire per cui farebbe bene a fare un passo indietro o tentare di cercare un accordo con la nostra candidata Adriana Poli Bortone”.

Intanto da roma un’agenzia ANSA batte il parere dell’avvocato amministrativista, Gianluigi Pellegrino, secondo il quale: “Forza Italia , essendo un partito ai sensi dell’articolo 49 della Costituzione le liste e i simboli dei partiti possono essere utilizzati solo dai rappresentati dei partiti investiti sulla base dello statuto. Sostenere che Mariarosaria Rossi o lo stesso Silvio Berlusconi possano presentare simboli e liste per Forza Italia e’ come affermare che Prodi e sua delegata presentino liste e simboli a nome del Pd. Questo perche’, come Prodi per il Pd, cosi’ Berlusconi per Fi e’ solo il fondatore del partito, che una volta fondato deve operare secondo le regole democratiche. Quando si e’ sciolto il Pdl, l’intenzione manifestata era quella di ripartire dal Fi, indicendo un congresso che non e’ mai stato fatto. E’ stato fatto il tesseramento, ma dopo bisognava convocare un congresso e nominare l’amministratore nazionale per utilizzare il simbolo e presentare le liste”. “Ora – prosegue Pellegrino – i tempi sono stretti: liste e simboli devono essere presentati entro il 30 aprile e non so se entro quella data c’e’ il tempo per convocare d’urgenza un congresso su base nazionale, regionale e locale e svolgere le procedure legate al simbolo. Ma in mancanza di tale passaggio, nessun ufficio elettorale puo’ accertare se i presentatori siano legittimati dal partito e chiunque” sentenzia Pellegrino,”potrebbe impugnare un’ammissione di lista così illegittima e usurpati dei diritti degli iscritti”

 

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