Incubo espianti, presidio sugli ulivi ma le ruspe arriveranno domani

VEGLIE – Il signor Luigi, 76 anni, aspetta dalle 7 del mattino, sul suo fondo in contrada Duchessa, a Veglie. Qui gli hanno detto che verranno a sradicare uno dei suoi ulivi, con un atto notificato sabato e che lui si è rifiutato di firmare. 

E’ una delle tante storie che il Piano del commissario Silletti incrocia nell’applicazione della sua misura più drastica, quella dell’espianto. Un incubo per il Leccese. Negli occhi tutti hanno ancora le scene di Oria, la violenza delle motoseghe sugli alberi e la tensione sociale che si è scatenata. Per questo ci si è organizzati diversamente, stavolta. Tre gruppi, differenti anche per composizione ed estrazione, a presidiare gli ulivi condannati a morte. Qualcuno si è già posizionato sui rami, altri sono pronti a farlo appena si avvicinano i forestali.

Gli operai dell’Arif, però, non si sono presentati in mattinata. In realtà, in queste ore si è proceduto soltanto al completamento dei monitoraggi da parte del Codile e dell’Ufficio provinciale agricoltura. Le ruspe sembrano essere in calendario per mercoledì 15. Incuriosisce questa storia anche la tv pubblica giapponese, qui di buon’ora. Sono 22 gli ulivi che qui sarebbero risultati positivi a Xylella fastidiosa e dunque destinati all’espianto. Ma ai proprietari che hanno chiesto di avere la certezza delle analisi, come ad Oria, è stato risposto picche.

È certo, però, che si procederà. E senza attendere il nuovo parere che rilascerà l’Efsa entro il 17 e che condizionerà la decisione Ue del 27 e 28 aprile. Ma c’è l’embrago della Francia a pesare. E bisogna dimostrare di star procedendo sul territorio anche nell’incontro convocato da Vendola a Bruxelles per le prossime ore con gli europarlamentari italiani.

 

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