Sfregio al Sud: Trenitalia blocca i 35 milioni di euro per polo di Lecce- Surbo. 10 milioni a Venezia-Mestre

ROMA- Trenitalia ha spostato l’investimento da 35 milioni, del gruppo Fs, sul polo di Lecce-Surbo, destinato a rafforzare la manutenzione dei treni Frecciabianca che percorrono la dorsale adriatica fino al Nord: una parte dell’investimento ora andrà al polo di Venezia-Mestre. Impossibile non pensare male. Ancora una volta il Mezzogiorno viene messo in secondo piano. L’impianto di Surbo avrebbe provveduto alla manutenzione completa del nuovo materiale rotabile dei Frecciabianca che da Lecce viaggiano verso il Nord (Milano, Torino, Venezia): l’investimento avrebbe garantito di operare anche a Lecce-Surbo la manutenzione dell’intero treno (le carrozze di oggi più i locomotori). Un investimento di questa portata avrebbe avuto delle ricadute occupazionali importantissime nel Salento, in un momento in cui la disoccupazione dilaga: sarebbe stato una specie di intervento keynesiano.

Oggi il polo salentino dà lavoro a 40 dipendenti, a cui si aggiungono tutti coloro che lavorano per l’indotto. Trenitalia ha tradito le promesse fatte nel piano industriale 2015-2020. 35 milioni avrebbero garantito al polo leccese altre attività e un futuro certo: adesso regnerà l’incertezza. I sindacati hanno paura che il polo leccese faccia la fine di quello di Taranto, che è stato desertificato fino a subire la centralizzazione nel barese. A Lecce resterà la manutenzione, addio ai sogni di gloria. Non è chiaro il perché i soldi promessi nel piano industriale siano stati negati: secondo i sindacati, a Venezia – Mestre la politica si è saputa muovere in tempo, tanto da far garantire 10 milioni dei 35 destinati a Lecce.

L’altra fetta della torta a chi andrà? Questo non è chiaro. La politica pugliese si sta muovendo, forse troppo tardi, perché già da gennaio circolavano voci su questa possibile manovra di Trenitalia: è stato chiesto un incontro al governo. “Cerchiamo di fare chiarezza su quello che succede: dovremo rivolgerci al ministero delle Infrastrutture per chiedere un intervento urgente nei confronti di Trenitalia. Vogliamo capire come intendono spendere i restanti 25 milioni” – spiega il senatore Francesco Bruni. I parlamentari salentini dovranno farsi valere e cercare di salvare il salvabile: questa potrebbe essere un’altra beffa per l’economia salentina.

 

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