Xylella, Coldiretti pensa a una class action contro Ue e Silletti

BARI- Alla luce del Piano definitivamente approvato, si configura sempre più l’ipotesi di una “class action” contro l’Unione Europea per ‘mancata tutela’. La Direttiva comunitaria del 2000/29 che vietava di importare piante e parti di piante di vite e agrumi perché importanti ospiti di Xylella è risultata assolutamente inefficace e inadeguata. Per questo l’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) ha suggerito di emendarla, portando ad oltre 100 le piante ospiti che continuano ancor oggi ad entrare senza alcun problema in Europa. Del resto è stato accertato che, nonostante la Xylella sia arrivata nel Salento a causa di piante importate dal Costa Rica attraverso le rotte commerciali di Rotterdam. Subiamo un sistema di regole europee che facilita le importazioni di qualsiasi bene, spesso anche senza le giuste garanzie per i consumatori, mentre rende difficili, per assurdo, le esportazioni.

L’aggravante è che i flussi commerciali continuano e l’Ue ha posto l’embargo ai nostri vivai ma non ha risolto il problema alla fonte, ovvero realizzando i centri di quarantena fitosanitaria all’ingresso dell’Europa”. E’ quanto dichiarato dal Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, anche alla luce di quanto disposto dal Piano di attuazione delle misure per fronteggiare il rischio connesso alla diffusione della Xylella fastidiosa, presentato dal Commissario Giuseppe Silletti.

 

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