Agricoltori in protesta: “Regione assente, ecco le misure per ripartire”

BARI-La protesta stavolta l’hanno portata nel cuore di Bari, ai piedi della Prefettura. Un atto di accusa contro “le assenze della Regione”, ma anche una piattaforma di proposte per far ripartire il comparto. Gli agricoltori si mobilitano in questa giornata, che ha chiamato a raccolta Agrinsieme Puglia (Cia, Confagricoltura, Legacoop, Confcooperative, Agci) e Copagri.
È stato consegnato il documento con le proposte e le richieste congiunte “per far fronte a quella che è diventata una vera e propria emergenza”. Il punto di partenza è la cancellazione o la modifica sostanziale della norma relativa all’IMU sui terreni agricoli e l’accelerata all’applicazione della riforma della PAC, ma anche lo snellimento burocratico e la promozione dell’agroalimentare. In Puglia, tutto è bloccato senza l’approvazione rapida del Psr e la pubblicazione dei bandi più urgenti, ossigeno anche per i coltivatori alle prese con il dramma della moria degli ulivi. E dunque: incentivi alla realizzazione delle buone pratiche agricole in primis.

“La vicenda “Xylella” – insistono Agrinsieme e Copagri- ha riportato in primo piano le tematiche ambientali e sanitarie, che si stanno sempre più rivelando cruciali per le nostre imprese per le loro ripercussioni sulle attività agricole. Occorre individuare strategie e misure di sostegno per il consolidamento finanziario delle aziende agricole e di trasformazione; è necessario informare costantemente l’opinione pubblica sui dati rilevati, convocando costantemente il Comitato istituito dalla Regione Puglia”. Non un dettaglio, quest’ultimo, visto che ad oggi non sono comunicati i numeri del contagio, se non quelli ufficiali di novembre: 242 ulivi infetti su circa 13500 campioni. Sulle stime di un milione di alberi condannati da Xylella si chiedono analisi, riscontri e comunicazioni.

 

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