Fazzi, Odontostomatologia da rinforzare per curare i pazienti non collaborativi

LECCE- C’era una volta il reparto di chirurgia maxillofacciale, fiore all’occhiello dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce; poi, nel 2005, fu chiuso. Oggi è un ambulatorio di odontostomatologia. Nel 90% dei casi, i pazienti che vi si rivolgono sono disabili gravi, cosiddetti “non collaborativi”, da trattare con la massima delicatezza per evitare che si facciano del male. Per questo, per qualsiasi intervento (anche banale) alla bocca, richiede l’anestesia e quindi il ricovero pre e post operatorio. “Peccato però -denuncia sanitasalento.net- che non ci siano posti letto. L’ambulatorio è poi dotato di un riunito (l’insieme della strumentazione usata per il cavo orale) oramai vecchio, destinato quindi a continui guasti, il che si traduce in ritardi e disagi per gli utenti,che si aggravano se si tiene conto che la ditta deputata alla manutenzione e riparazione degli strumenti è di Bari. Eppure con 6.000 euro, l’Asl potrebbe acquistare una nuova ed economica strumentazione, affidando l’eventuale manutenzione ad una impresa leccese”. Viene poi rivolto da un genitore l’appello al neo direttore della Asl Giovanni Gorgoni perché questo ambulatorio, per loro, è fondamentale.

Intanto proprio Gorgoni ha annunciato che, dal primo marzo, nell’ospedale di Casarano si insedierà il nuovo primario di chirurgia pediatrica. Sarà Carlo Rossi, arriva da Pescara ed è “un nome nella pediatria infantile”.

 

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