Caos Province, l’ennesimo incontro non chiarisce il futuro dei dipendenti aut aut dai sindacati

BARI- Prima un tavolo tecnico, poi l’incontro politico. Ma passi avanti ancora non ne sono stati fatti. Finisce con poco meno di una fumata nera l’ennesimo incontro tra Regione e Province per arrivare a capo della riforma Delrio.
Nel confronto in Settima Commissione consiliare le rispettive posizioni sono state solo ribadite: la Regione avrebbe dovuto approvare il disegno di legge di riordino entro il 31 dicembre 2014 poi la Legge di Stabilità del Governo ha introdotto altri 90milioni di euro di tagli alle province pugliesi innalzando la riduzione dei costi del personale dal 30 al 50%. Quindi tutto da rifare. Ma intanto – ha spiegato l’assessore Leo Caroli – “le Province devono inviare, come stabilito dalla circolare del Ministro Madìa, le piante organiche e gli elenchi del personale” che dicano con precisione chi è dentro e chi è fuori. Solo dopo si può procedere con il ricollocamento, attendendo di ricevere dai Comuni la mappatura delle caselle libere da occupare con i dipendenti delle province in esubero. Il presidente di Upi Gabellone ha chiesto alla Regione che approvi in fretta la legge, per fare chiarezza sulle funzioni e sulla gestione soprattutto del personale. Soprattutto quello delle partecipate. Ma la Regione su questo ha demandato la questione al tavolo nazionale. Nel tavolo tecnico, invece, il passo avanti è stato proprio sul documento che le province manderanno come richiesto. Lecce ha già fissato per lunedì il consiglio provinciale che dovrà consegnare il quadro attuale.

La polemica però continua. Per la Regione le Province fanno melina, per le Province “la Regione non vuole assumere responsabilità, ma assume un ruolo terzo, affidando agli Enti di secondo livello l’ingrato compito di fare tagli a personale e servizi”. Su tutto ci sono i sindacati che stanchi di guardare la partita a rimpiattino lanciano l’aut aut. Se entro il 28 febbraio – ha detto il segretario di Cisl Funzione Pubblica Puglia Enzo Lezzi- non avremo il quadro preciso della situazione e del futuro, con le carte sul tavolo, dichiareremo lo stato di agitazione, bloccheremo tutto. Occorre sfilare questa partita dalla campagna elettorale, non permetteremo che né la Regione né le Province rimandino al dopo elezioni le proprie responsabilità”.

 

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