Tesoro (contestati) e Miccoli ai saluti finali

Ottica Salomi

LECCE-  Miccoli e i Tesoro ai saluti finali. Mancherebbe solo l’ufficialità, ma l’attaccante di San Donato non vestirà più la maglia giallorossa. E’ finita come mai nessuno avrebbe immaginato dopo l’arrivo festoso e fastoso del calciatore che tutti da anni sognavano in maglia giallorossa. Non sembrano più esserci le condizioni per continuare.
Di chi è la colpa? Un po’ di tutti. Di Miccoli, della dirigenza e delle varie conduzioni tecniche che si sono avvicendate sulla panchina giallorossa. La scorsa estate, prima del rinnovo contrattuale, Miccoli pretese garanzie tecniche. Intenzioni puntualmente naufragate con il trascorrere delle giornate e della ricerca dell’assetto tattico migliore.

Ma il progetto doveva nascere già in sede di mercato quando bisognava costruire una squadra intorno a Miccoli, non un giocatore qualunque, ma il capitano, un calciatore che nello spogliatoio conta. Per Lerda era solo quello: un uomo spogliatoio. Sul campo avrebbero provveduto altri con un progetto tattico che andava via via modificandosi senza trovare parte per un Miccoli sempre più emarginato. Solo Pagliari stava facendo vedere all’attaccante un po’ di luce in fondo al buio tunnel, ma anche il tecnico marchigiano ha dovuto presto prendere la via del 4-3-3, base sulla quale Tesoro ha costruito anche il mercato di gennaio con l’arrivo di esterni in sostituzione di altri che non sembrano utilizzabili per un 4-4-2, ma nel calcio mai dire mai.

Miccoli ha anche pagato per una condizione fisica ritenuta non ottimale per avere una maglia da titolare. Ma lo stesso attaccante, durante la gestione Lerda, rivelò di non essere stato mai del tutto infortunato e anche di non essersi allenato al top. Le responsabilità vanno suddivise. Intanto si è scritto l’ultimo capitolo di una storia di cui si immaginava un epilogo diverso. Miccoli se ne va senza lasciare il segno. Sicuramente è arrivato al Lecce nel momento sbagliato e in un campionato dove bisogna avere gamba, ma anche un entourage che sappia proteggerti da tutto.

Intanto la società ha subìto una contestazione che non si registrava dai tempi di Semeraro. Solo lo sbarco in serie B può far attenuare i toni, duri, riservati all’attuale proprietà, ma la frattura oggi sembra insanabile sebbene il Lecce abbia ripreso a vincere, si sia riavvicinato alla zona play off, cioè l’obiettivo ultimo, alla portata del Lecce per cercare di salvare la stagione con la promozione in serie B mancata clamorosamente nelle ultime due stagioni. E’ passato quasi in secondo piano l’esordio di Bollini sulla panchina del Lecce.

 

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