Il ricordo di Gramsci e il no dei comunisti “Duri e puri” a Vendola ed Emiliano

LECCE- Antonio Gramsci è nato il 22 gennaio del 1891, è uno dei più grandi pensatori del XX secolo, uno degli autori più cliccati su internet. E’ ancora attuale il suo pensiero: elaborò il concetto di egemonia, secondo il quale le classi dominanti impongono i propri valori politici, intellettuali e morali a tutta la società, con l’obiettivo di saldare e gestire il potere intorno a un senso comune condiviso da tutte le classi sociali, comprese quelle subalterne. Il partito Comunista lo ha voluto ricordare in un convegno, invitando il suo nipote, Antonio Gramsci junior, cittadino russo, che vive a Mosca, ma che non ha mai dimenticato le sue origini: conosce l’italiano e ha scritto un libro che parla di suo nonno “Storia di una famiglia rivoluzionaria”. Lottare contro l’indifferenza è l’insegnamento più grande che gli ha trasmesso il nonno.

Per lui Nichi Vendola è uno sconosciuto, ma critica la sinistra litigiosa italiana e stigmatizza l’accordo tra Renzi e Berlusconi. E anche la sua Russia è sulla strada sbagliata, con il divario sempre più crescente tra ricchi e poveri. I comunisti invece conoscono bene Vendola e lo rinnegano: il segretario regionale del partito Comunista annuncia che non andrà a votare e con lui, probabilmente, anche il suo piccolo partito. Tonino Mosaico pensa all’89 e spiega che tutto è cambiato in peggio e quest’Europa del capitalismo finanziario ha solo fatto male all’Italia e all’agricoltura italiana. L’idea è ripartire da Gramsci per una sinistra nuova e vera.

 

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