SS 275, le fatture sospette al vaglio della Corte dei Conti di Roma

LECCE-  Affidamento diretto della progettazione e fatture sospette per presunti maggiori aggravi di almeno 600mila euro: è su questi due punti che si concentra l’attenzione della Corte dei Conti di Roma in merito alla 275. A novembre, una richiesta di chiarimenti sui diversi profili è stata recapitata negli uffici dell’Anas, del Consorzio Asi e della Prosal, lo studio che ha firmato il piano sul nuovo tracciato dell’arteria a 4 corsie. 

È il fronte contabile, che si affianca a quello penale, che vede il presidente Anas, Pietro Ciucci, indagato per abuso d’ufficio, e a quello burocratico, che al momento dà per sospeso l’affidamento dell’appalto per i lavori. Anas si è data 10 giorni di tempo, che stanno per scadere, per decidere se assegnare la gara a Matarrese o se lasciare in piedi il contratto con Ccc. Ma nel frattempo il groviglio si complica e al pasticcio sul cantiere si aggiunge quello sulla progettazione. Un pantano che risucchia sempre di più l’avvio dei lavori.

Dopo l’esposto degli ambientalisti, il primo rilievo mosso dalla Corte dei Conti, si diceva, è sul perché la progettazione sia stata affidata direttamente dall’ANAS all’allora consorzio SISRI di Lecce, che a sua volta l’ha subappaltata, senza gara, alla Pro.Sal, per un importo pari a circa 5 milioni di euro. C’erano i presupposti per ritenere questa una procedura d’urgenza? È uno degli interrogativi che spetterà a Roma sciogliere. E al quale se ne affianca un altro, relativo ai conti che non tornerebbero: le fatture presentate da Pro.Sal non conteggiavano l’Iva, pagata a parte. E questo avrebbe portato Anas a sborsare a suo vantaggio, alla fine, non più l’1,5 per cento del progetto totale, ma l’1,9 per cento, con maggiori oneri di circa 600mila euro.

“Abbiamo prontamente risposto alle contestazioni – conferma il legale della Prosal, Ernesto Sticchi Damiani – smentendo tutti i profili di imputazione e ribadendo la piena regolarità di affidamento e fatturazione. L’onnicomprensivo a cui la Corte fa riferimento è sul totale delle prestazioni, non anche sull’Iva, che, come abbiamo dimostrato, Anas ha sempre pagato a parte, anche per altri appalti”.

 

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