Lecce, rimonta sempre più complicata

Ottica Salomi

LECCE- Se alcuni aspetti collettivi possono essere corretti, certi limiti del singolo tendono ad emergere sempre e a danneggiare il lavoro di squadra, a prescindere dall’allenatore che siede in panchina. Anche a Barletta la formazione giallorossa, in vantaggio 1-0 grazie al gol di Moscardelli, ha pagato per una leggerezza di Sacilotto, il quale ha pagato con il secondo giallo e quindi l’espulsione. E ancora per una leggerezza di Lopez, a quanto pare costretto dalle circostanze a mettere giù l’avversario nella propria area vedendosi così assegnare contro il rigore che è valso il pareggio del Barletta.
Il primo posto è lontanissimo: oggi si misurano dieci lunghezze dal Benevento. Il dicembre da profondo rosso ha i suoi effetti su una classifica dove il Lecce è sempre escluso da ogni discorso play off, almeno per il momento, ma resta questo l’obiettivo primario, più alla portata, guardando i numeri, della squadra allenata da Pagliari. Meno tre punti da quel terzo posto, occupato oggi dalla Juve Stabia, che costringerebbe il Lecce alla lotteria degli spareggi. E la storia sembra destinata a ripetersi.

Una situazione che potrebbe ripercuotersi anche sugli sviluppi del calciomercato. Finora è arrivato, ma in maniera ancora del tutto provvisoria Eric Herrera, dalla Paganese, ma il suo trasferimento non è ancora stato perfezionato. In uscita, invece, Rosafio è passato al Forlì. In attesa delle mosse che dovrebbero dare se non un volto diverso al Lecce, almeno un’altra sostanza, la squadra è chiamata a rimanere attaccata al vagone play off visto che le carrozze davanti sembrano ormai irraggiungibili. Se il problema di questa squadra sono i dati anagrafici oggi è difficile , ma non impossibile cambiare la carta d’identità della squadra affidata a Pagliari.

Abbassare l’età media è possibile, ma bisogna farlo anche guardando alla qualità più che al curriculum. E per inseguire questi obiettivi c’è bisogno prima della volontà e poi del denaro.

Non sarà facile, ma un dirigente emergente come Antonio Tesoro, dopo aver conseguito il titolo di direttore sportivo, vuole lasciare a Lecce un bel ricordo e ottenere la promozione anche sul campo. Non è semplice rivoltare come un calzino la squadra costruita la scorsa estate. Più che sul mercato le speranze sono rivolte al campo e al lavoro che riuscirà a fare Dino Pagliari. Certo è che, ancora una volta, il secondo tempo di Barletta, ha confermato le difficoltà del Lecce. Di gestione del vantaggio, ma anche difficoltà di temperamento di alcuni calciatori che, a dispetto della propria esperienza, restano vittime di ingenuità che sarebbero perdonate, invece, a calciatori molto più giovani.

A condizionare l’atteggiamento della squadra è stata anche l’uscita di Doumbia, autore dell’assist per la rete di Moscardelli e fino a quel momento un’autentica freccia sulla fascia sinistra. Inoltre, con Lopez, avevano reso attiva la corsia di sinistra tanto che il tecnico del Barletta Sesia, contrariamente alle ipotesi della vigilia, aveva dirottato l’ex De Rose sul lato mancino e messo Legras, molto propositivo a destra.

L’innesto di Carrozza non ha dato i frutti desiderati. La forza di spinta della squadra si è via via affievolita fino a concedere metri alla squadra avversaria. Anche in inferiorità numerica ci sia aspettava almeno qualche contropiede, neanche lontanamente abbozzato. Fino all’espulsione di Sacilotto (autore di un fallo a centrocampo) le scelte fatte ad inizio partite sembravano dare ragione a Pagliari che aveva scelto Salvi e Sacilotto come diga centrale. I dubbi erano proprio lì, nel cuore del reparto mediano. Non Bogliacino partner di Moscardelli. Non Lepore confermato terzino destro. O Vinetot centrale. Nemmeno Mannini laterale destro di centrocampo. Fuori Papini e Gomes, dentro Salvi e Sacilotto. Pagliari, costretto al debutto a rinunciare a Papini e Salvi squalificati, nelle due sfide successive ha cambiato per due volte interpreti di centrocampo: contro la Lupa Roma hanno giocato Salvi e Papini, a Barletta Salvi e Sacilotto. L’allenatore ha annunciato che ogni domenica ci saranno interpreti nuovi, ma bisognerà pure trovare la quadra e garantire una certa continuità ed equilibrio.

 

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