No tardivo della Soprintendenza, il Tar stralcia il parere: al via i lavori al Ciolo

GAGLIANO DEL CAPO- Il suo no è arrivato tardi, troppo tardi. E così il suo dissenso, secondo il Tar, non può valere. È stato annullato il parere negativo rilasciato dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio sul progetto esecutivo relativo ai lavori nel canalone del Ciolo, a Gagliano del Capo. Quei lavori da un milione di euro ora trovano strada in discesa, nonostante l’opposizione dell’ente ministeriale: si è espresso quando non poteva più, vale a dire dopo la fine della conferenza dei servizi che, invece, si era detta favorevole all’intervento che prevede una messa in sicurezza fatta attraverso reti e disagi di massi. Un “ingabbiamento” ritenuto eccessivo, secondo gli ambientalisti. Il ricorso presentato da Legambiente al Tar, tuttavia, è stato rigetto. Adesso, arriva la seconda vittoria per il Comune, difeso dall’avvocato Pietro Quinto.

Depennate le prescrizioni imposte dalla Soprintendenza, quelle che, secondo l’amministrazione Buccarello, rendevano di fatto ineseguibili i lavori appaltati. Il contenzioso è nato da lì, motivato anche dal rischio di perdita dei soldi del Cipe, che ha messo sul tavolo anche un altro finanziamento di 500mila euro. Adesso, si diceva, il via libera. Che, tuttavia, non entra nel merito dei rilievi della Soprintendenza. Il Tar, infatti, punta tutto sulla procedura e dice solo che se «si ammettesse la possibilità di esprimere il dissenso al di fuori del contraddittorio avviato in seno alla conferenza di servizi, si vanificherebbero le finalità dell’istituto».

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*